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sabato, 5 Aprile 2025

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Armonia di note a Pratovecchio

di Federica Andretta – Beethoven diceva che «dove le parole non arrivano… la musica parla». Specialmente in tempi come questi dove sempre più sentiamo l’esigenza di estraniarci dal mondo e dalla sua quotidianità la musica sembra davvero rappresentare un potente strumento di espressione personale oltre che creativa. Un mezzo attraverso il quale dare sfogo ai propri pensieri, alle proprie inquietudini e dunque alla nostra interiorità.

Chi non conosce in Casentino la Filarmonica Enea Brizzi di Pratovecchio? Talmente storica, al passo coi tempi, unica nel suo genere e in continua evoluzione da essere degna di nota non solo nel panorama strettamente musicale ma anche a tutto tondo, nella nostra vallata e non solo. Ma non vogliamo anticiparvi troppo subito. Perché dietro ogni bella storia da raccontare c’è sempre un narratore pronto a farci ascoltare la sua trama, nel nostro caso una narratrice.
Abbiamo intervistato Martina Seravelli, (nell’ultima foto a destra con il vestito nero) attuale Presidente in carica della Filarmonica.

Martina, com’è nata la Filarmonica di Pratovecchio?
«La Filarmonica di Pratovecchio viene fondata nel 1832 e prende il nome di Enea Brizzi, grande trombettista dell’ ‘800 che ne fu il Direttore. Da allora, sempre seguendo i cambiamenti di epoche e costumi, non ha mai interrotto la sua attività, tenendo ben saldo il legame con il territorio e le sue tradizioni, partecipando sempre agli eventi istituzionali e religiosi e animando il paese nelle occasioni importanti».

Può descriverci le attività recenti organizzate dalla Filarmonica?
«Nonostante la pandemia, con tante difficoltà ma immutato entusiasmo, abbiamo tenuto vari concerti: per il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per la Fratres (la Confraternita di Misericordia), ogni volta cercando di rappresentare, con programmi diversi, la particolarità dell’evento. Abbiamo replicato il “Gran Galà dell’Opera”, che sta diventando un appuntamento fisso e che prevede per il prossimo anno un evento di grande prestigio, sul quale per adesso non posso anticipare nulla, che ci auguriamo con tutto il cuore di riuscire a regalare al pubblico (e a noi stessi)».

Da quanto tempo fa parte di questo gruppo? Che strumento suona? Com’è nata la passione per la musica? E come riesce a conciliarla con il tuo lavoro in negozio?
«Ho iniziato a suonare nel 2000 e l’anno successivo sono entrata in Banda, quindi faccio parte di questo gruppo da una ventina di anni; dal 2014 ne sono diventata Presidente. Ho cominciato suonando il sax contralto e da un paio di anni sono passata al sax soprano, strumento a cui sono molto legata poiché è stato suonato da mio nonno per tantissimi anni. Anche lui è stato Presidente per una decina d’anni ed è stato una colonna portante di questa Associazione.
La passione per la musica l’ho respirata in casa proprio da lui che, ancora piccolissima, mi faceva guardare e ascoltare il “Concerto di Capodanno” di Vienna. Adesso per me suonare è una vera passione, parte integrante della mia vita. Il ruolo di Presidente è molto impegnativo, soprattutto lo è diventato negli ultimi anni per le tante norme e regolamenti nuovi; anche quello di studente lo è e spesso conciliarlo con il lavoro non è semplice ma la vera passione che nutro fa superare ogni fatica».

Come sono stati questi quasi due anni di pandemia per la Filarmonica? 
«Il periodo pandemico è stato per noi comunque produttivo: nonostante il primo momento di inevitabile smarrimento, abbiamo saputo ricompattarci, trovando e sperimentando nuove modalità per stare insieme, anche con l’aiuto della tecnologia. Lo spirito ottimista non è mai venuto meno e, nel rispetto delle normative nazionali, siamo riusciti a realizzare molti concerti. Siamo un gran bel gruppo, una famiglia direi, legati da una passione comune: la Musica».

Progetti, speranze e prospettive future della Filarmonica?
«La Filarmonica continua ad evolversi, proiettandosi verso un panorama musicale più raffinato, ospitando spesso solisti professionisti e strumenti che non sono tipici per noi: pianoforte, archi, strumenti a corda. Siamo già, oltre che Filarmonica, un’Orchestra. Questo ci consente di far conoscere musiche non comuni e attrarre coloro che sono interessati alla musica e a degli eventi di profilo più alto – e intrigante per chi suona e ascolta – rispetto alla tradizionale banda paesana. È la particolarità ci rende unici nella zona (e non solo). Anzi, approfitto del vostro giornale per invitare chiunque ne abbia desiderio ad unirsi a noi, per “sfidare” la propria passione musicale e crescere in un gruppo che tecnicamente è in piena evoluzione».

Tutte le iniziative sono risultato del lavoro collettivo, quali sono state le iniziative realizzate nel periodo Natalizio? 
«Come Presidente sono supportata da un Consiglio che lavora e si adopera, condividendo nuove idee e iniziative; sempre più spesso diamo vita a esperienze diverse che ci consentono di sperimentare e crescere. Certamente in questo ci è di grande aiuto il nostro maestro.
La Filarmonica Enea Brizzi si fregia infatti di un Direttore come Leonardo Rossi, professionista in direzione d’orchestra e composizione. È lui che arrangia e trascrive pezzi ogni volta adattandoli all’organico. Come potete capire, è cosa ben diversa da acquistare gli spartiti e usarli così come sono: è un po’ come cucire un vestito su misura invece che indossarne uno “standard”. Come ogni anno, abbiamo organizzato dei piccoli gruppi natalizi per offrire musica nelle case di riposo e nel paese, anche se con molte limitazioni a causa del Covid. Non è mancato il tradizionale “Concerto di S. Stefano” del 26 dicembre (replicato a Soci nell’Auditorium Berretta Rossa il giorno dell’Epifania), con un programma classico, molto bello e impegnativo, e le esibizioni di alcuni solisti. In queste occasioni abbiamo proposto la “Carmen” di Bizet, la “Romanza op. 50” di Beethoven e tanti altri capolavori. Sono musiche in grado di creare un’emozione profonda, che chi ascolta porterà con sé».

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