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giovedì, 3 Aprile 2025

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Aspettando un altro Francesco

di Mauro Meschini – Nella quinta, delle ventotto scene del ciclo di affreschi di Giotto presenti nella Basilica Superiore di Assisi, viene rappresentata la «rinuncia agli averi» di San Francesco. Si vede il Santo nudo coperto alla meglio dal Vescovo, il padre adirato con qualcuno che cerca di trattenerlo, una folla di persone ben vestite che, probabilmente, considerano il protagonista della storia solo uno squilibrato. Ma cosa avrebbero potuto pensare di diverso? Loro, appartenenti alla borghesia, avvezzi a uno stile di vita certamente agiato per l’epoca, come potevano concepire la scelta di diventare povero?

Se poi avessero potuto sapere tutto quello che, successivamente, San Francesco scelse di fare, le regole di vita che si impose e insegnò ai suoi fratelli, le parole che accompagnarono il suo percorso… allora avrebbero avuto ulteriori motivi per considerarlo irrecuperabile. Uno che chiamava Fratello il Sole e Sorella la Luna, che parlava con gli animali considerandoli al proprio pari, che rimaneva incantato osservando gli alberi e i fiori, che sapeva provare meraviglia facendosi accarezzare dal vento, scaldare dal fuoco o bagnare dall’acqua, davvero non poteva essere in sé.

Forse non dobbiamo meravigliarci della reazione delle donne e degli uomini che vivevano al suo tempo, ma noi, oggi, cosa pensiamo di lui? Cosa pensano di San Francesco le donne e gli uomini che vivono 800 anni dopo? Stiamo attenti a rispondere, perché forse anche noi, come i suoi contemporanei, ancora non siamo in grado di capire. Se lo fossimo, se quelle emozioni avessero davvero percorso i secoli, scavato le coscienze, aperto le menti e i cuori molte parole e molte azioni che caratterizzano l’agire quotidiano sarebbero diverse, la realtà di questo mondo sarebbe diversa.

Nel 1200 la scelta per la povertà poteva rappresentare uno scandalo per l’epoca, purtroppo il tempo non ha portato troppe novità da questo punto di vista ma, pensando anche ad altri temi e provando a guardare ad oggi, non sono simili a quelli di allora i comportamenti aggressivi e le reazioni negative che si manifestano verso chi, come San Francesco, fa scelte, pronuncia parole, rilancia valori, indica priorità che vanno in direzione opposta al modello di sviluppo della società che viene ancora proposto?

Per San Francesco forse oggi sarebbe ancora più semplice creare scandalo, non dovrebbe spogliarsi, sarebbe sufficiente un bacio ad un altro uomo; una parola contro la guerra, la violenza, la sopraffazione, la produzione e la vendita delle armi; un ancora più forte richiamo, e in questo lo dobbiamo considerare come colui che ha saputo davvero guardare lontano, all’assoluta necessità di tutelare, proteggere, difendere e rispettare il pianeta nel suo insieme, tutti i suoi abitanti, i suoi unici e diversi habitat, le tante e preziose risorse naturali che permettono la vita di tante specie diverse.

Il titolo di questa, che vuole essere una riflessione che vogliamo mettere a disposizione di tutti, sembra indicare un tempo di attesa nella speranza di vedere presto un altro San Francesco camminare e lasciare la sua impronta sulla Terra. Per fortuna già adesso ci sono voci ed esempi di persone che, senza la pretesa di elevarsi alla santità, rappresentano preziosi fuochi di speranza e testimonianza.

Per quanto ci riguarda, il Francesco Papa, che da Roma molte volte non ha esitato a pronunciare parole fuori dal coro, ci sembra uno di questi esempi e speriamo che possa con sempre più forza far sentire il suo messaggio. Ma quello che soprattutto vorremo auspicare non è la venuta di una o più persone, ma una diffusione e una progressiva e feconda contaminazione che permetta allo spirito di San Francesco di radicarsi davvero in questo mondo incapace di voltare pagina.

Nelle pagine di CASENTINO2000 in edicola troverete articoli che, oltre a ricordare San Francesco, parlano di ambiente; di conoscenza e rispetto del territorio; di alberi e frutti simbolo di storia e tradizione; di percorsi personali, soprattutto di ragazze e ragazzi, da sostenere e motivare. In copertina uno splendido lupo, pare anche lui aspettare, aspetta di sapere se saremo capaci di capire, comprendere, sentire, fare nostro quel messaggio di 800 anni fa.

Questo accadrà quando la sua presenza, come la presenza di qualsiasi altro di fronte alla nostra casa non ci renderà aggressivi, ma ci spingerà a conoscere e condividere.

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