di Antonella Oddone – Abbiamo visto nelle puntate precedenti come il sonno del bambino sia diverso da quello dell’adulto e come “maturi “nel corso del tempo. Abbiamo anche parlato del lettone. Comprendere la fisiologia del sonno può aiutarci, quando un bambino ha difficoltà a dormire, a non pensare subito a un comportamento anomalo ma ad una fase transitoria dello sviluppo che gradualmente evolverà verso i ritmi dell’adulto. Nei primi mesi ricordiamoci che il contatto costante non “vizia” i bambini, ma li aiuta a costruire le basi del proprio comportamento: il sentirsi amato ed accettato lo renderà più forte e capace di sopportare le separazioni, compresa quella dell’addormentamento.
Consigli per dormire bene. Sono fondamentali le abitudini date nei primi mesi di vita, quindi come sempre, è importante la prevenzione:
- Creare e rispettare una routine all’addormentamento: i bambini sono abitudinari e non amano le novità: quando un bambino sa cosa aspettarsi riesce a passare con maggiore tranquillità da un’attività all’altra, in questo caso dalla veglia al sonno. Riuscire a prevedere ciò che accadrà, anticiparlo mentalmente, sentire che i suoi genitori lo guidano e hanno fiducia in lui, sono aspetti fondamentali per lo sviluppo della sicurezza di sé e della capacità di imparare a gestire l’ansia in caso di eventi sconosciuti e imprevedibili. Creare una routine è quindi sempre rassicurante: il bagnetto serale, o più semplicemente il rito del lavarsi e mettersi il pigiamino, la ninna nanna, leggere un libro insieme, raccontare una storia.
- Farlo dormire sempre nella stessa stanza: risvegliarsi in un ambiente diverso può aumentare la lotta del bambino ad addormentarsi e causare un sonno più leggero con una maggiore frequenza di risvegli e di richieste di contatto da parte dei genitori.
- Rispettare l’orario di addormentamento: più tardi il bambino si addormenta più si eccita perché è stanco. Il riposino pomeridiano è utile nei primi tre-quattro anni, ma con risveglio entro le 16. L’orario di addormentamento alla sera e di risveglio al mattino dovrebbe essere costante.
- Programmare la notte come tempo dedicato al sonno evitando di giocare e divertirsi con il bambino: queste attività vanno lasciate al giorno.
- Ricordate che gli uomini hanno un orologio biologico regolato per lunghe notti invernali e brevi notte estive: l’esposizione alla luce artificiale (televisione, telefonino, computer) interferisce con i ritmi biologici naturali e con il sonno. Evitate quindi condizioni che possano creare sovraeccitazioni visive e uditive (mai mettere la televisione in camera), e anche alcuni giochi con attività fisica importante.
- Evitate bevande e cibi eccitanti come tè, cioccolata, coca cola.
- L’ambiente dove dorme il bambino deve essere tranquillo, il più silenzioso possibile, e poco illuminato. La temperatura della stanza deve essere confortevole, tra 18 e 20 gradi; temperature elevate disturbano il sonno e sono state associate ad una maggiore incidenza di morte in culla. La durata del ritmo circadiano sonno veglia è regolata anche dalla temperatura corporea: ci viene sonno quando si abbassa e ci svegliamo riposati quando si alza. Per questo motivo durante il sonno il bambino non deve mai essere troppo coperto.
- Insegnare al bambino ad addormentarsi da solo, dissociando dai tre-quattro mesi la fase di alimentazione con quella del sonno. Ricordare che le regole, anche quelle date per dormire, servono al bambino per un corretto sviluppo: cercherà di superarle per mettere alla prova il genitore, ma crescere con dei limiti ben stabiliti e saldi aumenterà la sua sicurezza e la capacità di “farcela” da solo.
In sintesi: anche nel sonno ci vuole ordine. (Gherardo Rapisardi)
- Ordine emotivo – Non lasciare piangere il bambino. Non sgridarlo se si sveglia. Non farlo sentire in colpa se vuole stare con i genitori. Non allontanarlo o lasciarlo solo se chiede vicinanza.
- Ordine ambientale – Abbassare le luci, spengere i dispositivi elettronici circa un’ora prima della nanna. Consentire al bambino di svegliarsi dove si è addormentato.
- Ordine degli eventi – Creare un rituale di addormentamento semplice ma stabile. Evitare di svegliare il bambino durante la notte . Non offrirgli cibo né bevande zuccherate nelle ore notturne
- Ordine temporale – Mantenere stabile l’ora della nanna. Fissare l’ora della nanna non troppo presto, quando il piccolo non è stanco, e non troppo tardi, quando riuscirà difficilmente a gestire la stanchezza.
DOTT.SSA ANTONELLA ODDONE Medico pediatra
(Rubrica ESSERE – L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società)