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venerdì, 4 Aprile 2025

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Casa Basagna: il “magazzino”, con copertura in eternit, pagato 510 euro al metro…

Molta attenzione ha suscitato il nostro articolo sull’acquisto da parte del comune di Poppi dell’immobile denominato “Casa Basagna” valutato circa 300.000 euro, valore che ai più è apparso un valore sproporzionato rispetto alla fatiscenza dell’immobile.

Dalla lettura dei documenti presenti sul sito del comune effettivamente vi sono elementi che pensiamo siano degni di un necessario approfondimento, come la valorizzazione del così detto “magazzino” la cui copertura era in eternit ma che non troviamo specificato nella perizia.

Ne parliamo ancora con il dott. David Marri, capogruppo di opposizione nel Consiglio comunale di Poppi al quale chiediamo se ha effettuato gli approfondimenti che ci aveva preannunciato nel nostro precedente articolo.

«In queste settimane stiamo attentamente verificando tutti i passaggi di questa vicenda che oggettivamente è molto complessa e che ancora richiederà del tempo perché, come si dice in Casentino: “una ciliegia tira l’altra”, e quindi più si approfondisce e più nascono dubbi sia sul processo amministrativo che sulla quantificazione complessiva della spesa. Stiamo infatti cercando di capire se quelle che a noi appaiono delle grossolane incongruenze possano invece nascondere elementi di fatto la cui rilevanza è tutta da stabilire. Comunque, come avete notato anche voi, uno degli aspetti contraddittori che emerge dallo studio delle carte è sicuramente quello dell’eternit.»

Sia più esplicito. «Certamente. Le sintetizzo i fatti: già dal mese di maggio 2020 appaiono sulla stampa articoli che parlano del problema di Casa Basagna e che evidenziavano come l’immobile presentasse annessi con coperture in eternit. In quegli stessi giorni anche in una nostra mozione (allegata sotto) presentata al Consiglio Comunale che chiedeva di intervenite urgentemente per risolvere la situazione di degrado e pericolo esistente, si evidenziava come vi fosse un problema legato alle coperture in eternit.

Poi, finalmente, a fine luglio 2020, l’amministrazione si decide ad intervenire e propone l’acquisizione dell’immobile basandosi solamente su di una perizia, ma che potremmo definire di parte, rifiutando di acquisire il parere di congruità da parte dell’UTE, come invece richiesto a gran forza dal nostro gruppo.

Poi, come avete correttamente evidenziato, al punto 4.2 della perizia di stima detto magazzino viene così descritto: “Si tratta di un piccolo edificio …… costruito in mattoni pieni ad una testa e la COPERTURA IN STRUTTURA METALLICA” (!?)

Dell’eternit non se ne fa menzione e al fatiscente manufatto di 54 mq viene assegnato il valore di euro 27.805,20 pari a 510 euro al metro quadro.

Dopo si sveglia il Sindaco e nel marzo scorso, con propria ordinanza, “per prevenire ogni situazione di pericolosità per la salute della collettività ravvisando nella fattispecie il rischio di emergenza per la salute pubblica”, ordina l’immediata rimozione dei “materiali contenenti amianto”. Gli uffici giustamente eseguono e il comune paga 8.800, euro per rimuovere l’amianto, dopodiché ciò che resta del così detto “magazzino” viene abbattuto con ulteriore spesa a carico del contribuente.

Da semplici calcoli si può rilevare come quelle “muricce” al Comune gli siano costate circa 700 euro a mq (il valore del manufatto + la spesa per rimuovere l’eternit + il costo di demolizione + oneri) che, viste le proposte di vendita che girano sui siti specializzati, oggi equivalgono più o meno al costo al mq di un’abitazione di edilizia popolare di medie dimensioni.

Ora che in quel luogo vi fosse una situazione di pericolo tutti lo sapevano.

Che vi fossero materiali in eternit è dimostrato per tabulas e che l’amministrazione comunale ne fosse a conoscenza è altrettanto documentato. Che nella perizia non se ne faccia cenno appare altrettanto evidente. Dopodiché possiamo solamente rilevare che nel nostro gruppo consiliare non ci sono geometri, architetti o tanto meno ingegneri forestali, ma semplici cittadini animati solamente dalla voglia di dare un disinteressato contributo per il bene del proprio paese.

Una cosa però ignorantemente non riusciamo a capire: perché il sindaco che sapeva della pericolosità e fatiscenza dell’immobile e dell’esistenza dell’eternit, emette la sua ordinanza solamente dopo che è stata presa la delibera di acquisto dell’immobile facendo così sostenere al Comune una spesa che altrimenti sarebbe stata di competenza del privato?

Su questa vicenda ci sono troppi elementi che non quadrano e che, come la storia della “torre ex fornace” ci ripromettiamo di approfondire nei prossimi giorni.»

Allora Dott. Marri ci risentiamo per la prossima puntata. «Certamente, alla prossima.»

Delibera Amianto Comune Poppi

Mozione Poppi Libera

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