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venerdì, 4 Aprile 2025

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C’è un gruppo di casentinesi che raccoglie i rifiuti lungo la strada di fondovalle

di Mauro Meschini – Arriva la primavera, torna il canto degli uccelli, si diffonde un’aria di serenità, fioriscono… i rifiuti!
È davvero un triste spettacolo che tutti possono osservare, soprattutto se ci si preoccupa di dare un’occhiata ai bordi della strada di fondovalle dopo uno dei sempre più rari tagli dell’erba. Non è il migliore biglietto da visita per un territorio che vuole proporre e valorizzare la bellezza e la sintonia con la natura, anzi, non si può negare la forte contraddizione che esiste tra quello che troviamo disperso per terra giù in basso e il magnifico paesaggio che, invece, si presenta ai nostri occhi guardando le alte cime dei monti che circondano la vallata.

Certo, pensandoci bene, non è che anche da quelle parti vada sempre meglio. Immaginiamo che a molti sarà capitato di trovare, girando per i boschi, non i tanto desiderati porcini, ma bottiglie e buste di plastica, cartacce, se non addirittura di peggio. A noi, per esempio, è capitato di trovare un materasso! E non stiamo scherzando, purtroppo.
No, la primavera non sempre aiuta a valorizzare la bellezza della natura e dell’ambiente, soprattutto se questi vengono sistematicamente imbrattati e violati da comportamenti irresponsabili che evidenziano, ancora una volta, il livello di “inciviltà” della nostra società.
Quanto volte capita di vedere dall’auto che ci precede volare fuori del finestrino il pacchetto di sigarette vuoto, il contenitore di una pessima merendina o un fazzoletto usato. Si potrebbe fare uno studio, anche se non servirebbe probabilmente a molto, per cercare di capire quale complesso ragionamento viene messo in atto in quei momenti dal cervello e perché la soluzione più semplice, cioè raccogliere tutti i rifiuti in un sacchetto che poi può essere tranquillamente gettato in un cestino appena scesi dall’auto, sia così difficile da mettere in pratica.

Ancora, potremmo approfondire le ragioni che spingono molti a contornare i cassonetti dei rifiuti che troviamo per le strade con i più originali oggetti: televisioni, mobili e mobiletti, computer, reti per il letto… anche in questo caso si sceglie di fare enormi fatiche e complicate manovre quando è possibile chiamare un numero apposito per avere il ritiro dei rifiuti ingombranti direttamente a casa, oppure quando sarebbe sufficiente portarli direttamente nelle isole ecologiche, non così difficili da raggiungere, in cui ci sono contenitori appositi per differenziare i diversi oggetti.
Sappiamo che non sempre tutto può concretamente funzionare in modo perfetto, ma su questi comportamenti non ci sentiamo di fare sconti o trovare giustificazioni a nessuno. Il modo per conferire i rifiuti, di qualsiasi tipo, in modo corretto e senza danni per l’ambiente esiste o può essere trovato. Gettare indiscriminatamente per strada, nei boschi, lungo un fiume ciò che non serve più non è comunque mai la soluzione e va ad aggravare una situazione che appare già assolutamente preoccupante e pericolosa per la salute e il contesto in cui viviamo.

Abbiamo certamente visto le immagini di quelle incredibili isole di rifiuti che si sono formate in varie parti del pianeta e, probabilmente, a tutti è capitato di vedere, facendo un bagno d’estate, tracce di “progresso” adagiate sulla sabbia nel fondo del mare.
Forse alcuni di quelle bottiglie o di quelle buste di plastica potrebbero essere state gettate nell’ambiente proprio qui in Casentino. Se ci pensate un attimo è un fatto che dovrebbe far riflettere, e non poco.

Un gruppo di casentinesi, nel mese di marzo, non si è limitato a riflettere ma ha voluto concretamente lanciare un messaggio a tutti riproponendo un’iniziativa che da quattro anni viene organizzata e il cui l’obiettivo è proprio quello di liberare, per quanto possibile, la strada di fondovalle dai rifiuti.
Ha raccontarci il senso di questa iniziativa, semplice, ma di forte significato, è stato Roberto Agostini.
«Abbiamo partecipato in sette a questa giornata per l’ecologia: Matteo Bocca, Laura Poli, Augusto Ristori, Aldo Vadi, Giancarlo Migliorini, Rachele Agostini ed io. Per la terza volta ci siamo dedicati alla raccolta di rifiuti lungo la strada di fondovalle tra Pratovecchio e Poppi. La prima volta è stata quattro anni fa, lo scorso anno abbiamo dovuto rinunciare per il lockdown e anche quest’anno c’era questo rischio. Ma con tutte le precauzioni e il mantenimento delle dovute distanze ci siamo riusciti.
Il giorno dopo ci siamo ritrovati a Stia per festeggiare la buona riuscita, anche questa volta prestando tutte le necessarie attenzioni e limitandoci ad una colazione da asporto.
Abbiamo anche apposto dei piccoli cartelli lungo il percorso ripulito per dare maggiore risonanza alla nostra iniziativa che speriamo di poter ripetere, magari coinvolgendo altri volontari».

Parlando con Roberto Agostini ci è apparso ancora più importante questo intervento visto quanti siano i rifiuti che si accumulano lungo quel tratto, anche se spesso rimangono nascosti nell’erba. Purtroppo è facile gettare per terra qualsiasi cosa, mentre più faticoso e complicato è raccogliere e fare pulizia. Tra l’altro lungo la strada nessuno si preoccupa di pulire, anzi, anche chi si occupa della raccolta dei rifiuti potrebbe avere qualche responsabilità per questa situazione.
«I mezzi si SEI Toscana che si occupano della raccolta dell’indifferenziata quando sono in movimento e raggiungono velocità perdono a volte alcuni rifiuti, perché non c’è una rete che chiude il cassone. Dovrebbe essere fatto qualcosa per evitare che questo accada».

Sarebbe importante che la società intervenisse e, per quanto ci riguarda, cercheremo di saperne di più.
Intanto ognuno di noi può fare qualcosa di importante differenziando i rifiuti, raccogliendoli in sacchi chiusi, depositandoli negli appositi cassonetti o nelle aree adeguatamente preposte per la raccolta.
Sarebbe bello, in questo periodo, tornare a vedere fiorire solo la primavera!

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