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venerdì, 4 Aprile 2025

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Che futuro sarà???

di Melissa Frulloni – Per questo gennaio abbiamo scomodato una storica illustrazione che fu l’allora copertina della Domenica del Corriere nel lontano 16 dicembre del 1962. Autore del futuristico disegno, Walter Molino, che immaginava le “Singolette”, piccole autovetture che occupano poco spazio e trasportano il passeggero in piedi, isolandolo dal resto dell’ambiente, come la soluzione alla mancanza di parcheggi nelle grandi città.
“In città gireremo così?” era il titolo dell’illustrazione e della copertina della Domenica del Corriere di allora che oggi ci appare a dir poco profetica.

Forse avrete già visto girare questa immagine sui social e su qualche chat di whatsapp; molti infatti l’hanno erroneamente legata al Covid ed ad una specie di premonizione sul fatto che il disegno si riferisse proprio al 2022 e alla pandemia che ci avrebbe costretto a restare isolati gli uni dagli altri, come in delle bolle.

In realtà, come detto, la “profezia” di Molino è legata soprattutto alla svolta green che si impone con ancora più forza in questo nuovo anno.
Già nel ’62, infatti, pareva essere forte il problema legato alla mobilità, al traffico e quindi all’inquinamento, dovuto ai molti mezzi che iniziavano a circolare nelle città. Per questo Molino ipotizzava, nel suo disegno, una soluzione che, forse, un giorno, avrebbe conquistato le metropoli, evitando il congestionamento dovuto alle auto.

È comunque vero che, ad un primo sguardo, le persone chiuse nelle loro teche, vicine, ma isolate dal vetro della “Singoletta”, riportano la mente alla pandemia e a tutto quello che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni. L’illustrazione appare come la foto di un futuro distopico, fatto di solitudine e isolamento, di persone più sole, sempre più “perse” nella frenesia degli acquisti e della società dei consumi. Guardandola, sale una certa inquietudine, quella che sempre ti prende alla gola i primi giorni di un anno nuovo; 12 mesi davanti, ancora tutti da affrontare, non è cosa da poco.

La speranza è ovviamente che il 2022 possa essere l’anno del cambiamento, della svolta, nonostante i contagi in aumento e le nuove varianti che si fanno strada anche nel nostro territorio. Sono i giorni in cui ad ognuno di noi viene inevitabilmente da porsi la fatidica e pesantissima domanda… Che futuro sarà? Potremo non girare più così, con mascherine e distanziamento, nei nostri paesi? Riusciremo a lasciarci alle spalle quell’isolamento che in molti contesti ancora la pandemia ci impone?

Vista la grande incertezza che ancora regna sovrana, ci conviene aggrapparci alle cose concrete e belle che abbiamo nella nostra vallata. La prima che ci viene in mente e che se fossimo il Time forse avremmo incoronato come “personaggio” dell’anno 2021, sono le nostre Foreste. Gli alberi casentinesi, i boschi millenari di Camaldoli, i faggi, gli abeti che popolano i rilievi confinanti con i paesi del Casentino… Sono lì da sempre, a differenza di presidenti e politici vari che passato il loro turno, lasciano poco o nulla ai nostri boschi… E passeggiare tra quei sentieri ci fa sentire più tranquilli, liberi, in un mondo “normale”.

Sono lì “da sempre”, ma non è detto che ci rimangano “per sempre”. La svolta green (non solo quella legata al green pass) che avanza a grandi passi verso il 2022 è la risposta alla paura che quelle Foreste possano un giorno scomparire e non rappresentare più la certezza, la sicurezza che tanto andiamo cercando in quei sentieri e in questi primi giorni dell’anno.

Per il momento, guardare questi giganti verdi, ci fa stare bene, ci da un senso di pace; è un qui ed ora che neppure il Covid può portarci via; sono la nostra ancora di salvezza, il trampolino per affrontare i prossimi 12 mesi. È poco? È molto? Decidete voi…
Intanto prendiamo il buono che abbiamo intorno, il verde di cui già, qui in Casentino possiamo godere, avviandoci verso il 2022 non a bordo di una “Singoletta”, ma a piedi, zaino in spalla, tra i sentieri delle nostre Foreste.

(editoriale tratto da CASENTINO2000, n. 338, Gennaio 2022 da martedì 4 gennaio in edicola. Foto Riccardo Ferri)

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