13.2 C
Casentino
giovedì, 3 Aprile 2025

I più letti

Dora: la cagnolina morta nel bosco per un boccone avvelenato

di Melissa Frulloni – Alla fine di ottobre avevamo pubblicato sul sito del giornale, la lettera di una nostra giovane lettrice, Irene Mengoni, in cui ci raccontava la triste storia di Dora, la sua cagnolina, che purtroppo, dopo aver ingerito un boccone avvelenato, era morta davanti ai suoi occhi e a quelli della sua famiglia.
Abbiamo incontrato Irene in redazione per farci raccontare come sono andate le cose.
“Siamo stravolti! Una tranquilla gita familiare si è trasformata in una tragedia… Siamo arrabbiati e anche impauriti che possa succedere di nuovo, a noi o ad altri. Chi ha un cane può capire cosa vuol dire perdere un fido compagno di vita; è un’esperienza devastante, soprattutto perché è stata improvvisa. La corsa dal veterinario, che è stato davvero bravissimo e tempestivo, non è servita e non c’è stato nulla da fare… Abbiamo perso la nostra Dora a causa di un gesto davvero crudele.” Ha esordito Irene.
Domenica 25 ottobre Irene è andata a fare la classica camminata per i boschi casentinesi insieme alla sua famiglia e ai suoi due cani, sopra Quota, nel sentiero 30. Purtroppo proprio sul sentiero Dora ha ingerito il boccone avvelenato. Il veleno ha iniziato subito a fare effetto; il veterinario dirà a Irene che la dose presente nell’esca era troppo forte “per uno scricciolo di 5 kili”.
Siamo tristemente abituati a fatti del genere che sempre più spesso accadono nei giardini e nei parchi dei nostri paesi. L’uso di esche e bocconi avvelenati, oltre che un atto deplorevole, che condanniamo con forza, è un’azione punita dal codice penale e costituisce un reato!
Molto strano il fatto che il boccone si trovasse nel bosco: “Chissà perché l’hanno fatto; forse per i lupi, o per altri animali selvatici come le volpi o le faine che uccidono e mangiano le galline o altri animali da cortile. Insieme alla mia famiglia, abbiamo denunciato l’accaduto ai Carabinieri Forestali che hanno provveduto a fare un sopralluogo. La denuncia è avvenuta tramite il nostro veterinario che ha attivato tutta la procedura. Abbiamo chiesto anche nel paese di Quota se qualcuno avesse visto qualcosa. Un cacciatore della zona ci ha detto che la dinamica è davvero strana visto che da lì a pochi giorni ci sarebbe stata una battuta. Quel signore ci ha anche detto che potrebbero essere stati i tartufai, alcuni di loro sono “gelosi” dei terreni in cui cercano il tartufo, ma in realtà quella non è zona di tartufi… È un gesto davvero crudele e inspiegabile che ci ha portato via la nostra Dora.” Ha continuato Irene.

Per saperne di più sui bocconi avvelenati e soprattutto per capire come comportarsi, nel caso ne trovassimo uno nel bosco o nel Parco, durante escursioni o passeggiate, abbiamo raggiunto la Dottoressa Nadia Cappai, DVM Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna, Servizio Pianificazione e Gestione delle Risorse.
Dottoressa come si riconosce un’esca o un boccone avvelenato?
«I bocconi avvelenati sono preparati in modo da risultare appetitosi per gli animali e possono presentarsi sotto svariate forme. I tossici sono, infatti, spesso mescolati a carne (pezzi di carne interi, polpette di macinato, salsicce, wurstel, ecc.), ma anche ad altre tipologie di alimento appetibile e facilmente ingeribile in un unico boccone. A volte non contengono sostanze tossiche, ma materiali taglienti, come pezzi di vetro, chiodi… Talvolta vengono utilizzate come esche intere carcasse di animali selvatici (es. un capriolo), infarcite di materiale tossico.»
Che fare nel caso di rinvenimenti di bocconi avvelenati nel Parco o nei boschi del Casentino?
«Nel caso si rinvengano uno o più bocconi, un animale selvatico o una carcassa presumibilmente avvelenati, si deve immediatamente contattare il 112 per le emergenze ambientali oppure un’autorità di Polizia Giudiziaria come i Carabinieri Forestali (o Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale), e il Servizio Veterinario della ASL competente per quanto riguarda le attività di analisi e segnalazione alla popolazione. È importante indicare con precisione la posizione e, possibilmente, attendere l’arrivo delle autorità di Polizia Giudiziaria che sono tenute a ricevere la segnalazione ed a procedere secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Le esche non vanno assolutamente toccate o spostate.»
Se sospettassimo un avvelenamento del nostro cane che cosa dovremmo fare? 
«Il consiglio è quello di mettersi immediatamente in contatto telefonico con il veterinario più vicino, in modo da allertarlo perché si renda disponibile al momento dell’arrivo dell’animale e recarsi nella struttura nel minor tempo possibile.»
Nel caso in cui l’avvelenamento avvenga nel bosco, quindi lontano da una clinica veterinaria, che cosa potremmo fare per aiutare il cane, prima di raggiungere il medico?
«È sempre importante che tutti gli interventi di primo soccorso, in caso di sospetto avvelenamento, vengano effettuati dal medico veterinario che, in caso di necessità, provvederà a provocare il vomito od effettuare una lavanda gastrica ed instaurare tutte le terapie del caso. È comunque importante che i medici veterinari preparino i proprietari degli animali ad attuare dei corretti comportamenti nel caso il loro animale abbia ingerito un sospetto boccone avvelenato e si trovi troppo lontano dalla prima struttura veterinaria. La tempestività in caso di avvelenamento è infatti fondamentale. Per prima cosa deve essere spiegato loro come provocare il vomito (ad esempio facendo ingerire all’animale una soluzione salina oppure acqua ossigenata). È importante sapere però che talvolta questa procedura può essere controindicata, ad esempio nell’ingestione di acidi, basi forti o derivati del petrolio. È pertanto indispensabile che il proprietario si metta subito in contatto col proprio veterinario di fiducia e si faccia guidare nelle procedure e che comunque, dopo qualsiasi azione di pronto intervento, anche se andata a buon fine, l’animale venga poi portato a visita.»
Nel nostro Parco esiste un Nucleo Cinofilo Antiveleno. Come è organizzato e quale è la sua funzione?
«Le Unità Cinofile Antiveleno sono una specialità dei Carabinieri Forestali, formate da un conduttore, un assistente e da uno o due cani. Sono 11 in tutta Italia. L’Unità Cinofila Antiveleno del Parco ha sede presso il Comando Stazione CC Parco di La Verna-Vallesanta, presso Chiusi della Verna. I cani antiveleno sono due: un pastore belga malinois, di nome Puma, e un labrador, di nome Titan (nella foto).

Layout 1
Hanno all’attivo più di 200 interventi, con una buona percentuale di positività nel rinvenimento di esche e la denuncia all’Autorità Giudiziaria di alcuni soggetti. Essendo la specialità dell’antiveleno relativamente giovane in Italia, il campo di azione è molto vasto e comprende tutta la Toscana e la Romagna. Come detto, viene attivato attraverso il 112 o direttamente dalle Stazioni dislocate sul territorio. La segnalazione da parte del cittadino è fondamentale per poter intervenire sul posto nel più breve tempo possibile e poter eseguire una bonifica adeguata prima che i bocconi vengano assunti da altri animali, anche selvatici. L’Unità Cinofila opera interventi anche di carattere preventivo, per verificare l’eventuale presenza di esche in aree in cui questa fattispecie di reato è stata reiterata nel tempo, e per avere un effetto di dissuasione nei confronti di chi è avvezzo ad utilizzare questa pratica delittuosa.»

Sull’argomento abbiamo fatto una chiacchierata anche con Elisa Mengozzi, Istruttore Cinofilo Professionista, Direttore Tecnico di A.S.D. Cinofila Le Impronte, per capire che cosa possiamo fare affinché il nostro cane non mangi cibo trovato per strada o nel bosco.
Elisa come dobbiamo comportarci?
«Una cosa che possiamo fare fin da subito, anche senza insegnamenti specifici, durante le uscite quotidiane, è di prevenire il comportamento indesiderato. Questo è possibile se il cane raccoglie cibo trovato solo occasionalmente e non cerca avidamente bocconi e rimasugli con intensità. In questo caso, una buona pratica è quella di controllare, nei limiti del possibile, che la strada che stiamo percorrendo non ci regali “sorprese” sgradite. Se avvistiamo un boccone sospetto, o un incarto alimentare abbandonato in posti insoliti, chiamiamo il cane e allontaniamoci insieme a lui dal punto critico. Qualora il nostro compagno di avventure raccolga cibo o altro ogni volta che usciamo in passeggiata, invece, occorre chiedere aiuto ad un esperto cinofilo e individuare insieme a lui le strategie più efficaci per risolvere il nostro problema.»
È possibile educarlo anche da grande oppure occorre iniziare un percorso da cucciolo?
«Pur essendo mediamente più semplice iniziare con un cucciolo, non dobbiamo dimenticare che i cani hanno la straordinaria capacità di apprendere comportamenti nuovi durante tutta la loro vita. Basta sapere come spiegargli quali sono le cose che ci aspettiamo da loro e quali, invece, non gradiamo che facciano. Per ottenere un risultato affidabile, sono indispensabili pazienza e coerenza durante tutta la fase di apprendimento; fondamentale anche, via via, rinfrescare l’insegnamento e allenare il nostro cane in ambienti diversi.»
Un consiglio per i proprietari; ci sono comportamenti da evitare assolutamente per non incentivare il cane a mettere in pratica questo tipo di comportamento?
«Se parliamo di scoraggiare il cane dal raccogliere cibo a terra, nella maggior parte delle casistiche il nostro candidato è un cucciolo. A questi soggetti più giovani è necessario lasciare la possibilità di esplorare il mondo non solo tramite la vista e l’olfatto, ma anche con la bocca (masticare, trasportare, ecc.). Togliere continuamente al cane oggetti che trova in casa o in giardino oppure durante una passeggiata, parliamo ovviamente di cose non pericolose o nocive per il nostro animale, può portarlo a non condividere con noi le sue scoperte. Nel caso in cui il cane venga ripreso in modo molto brusco oppure con una eccessiva frequenza, è probabile che arrivi a “proteggere” i suoi tesori da noi, allontanandosi oppure mangiandoli velocemente. Ricordo con affetto le prime passeggiate con Zucca, la più grande delle mie labrador retriever, una razza selezionata proprio per il riporto, che venivano accompagnate quasi sempre da bottigliette di plastica o da pacchetti di sigarette vuoti abbandonati lungo al marciapiede, tratti in salvo e trasportati con fierezza da lei, al tempo poco più che cucciola. Non solo non ha mai mangiato niente di pericoloso, ma ancora oggi, grazie al rapporto di fiducia costruito fin dall’inizio, condivide con me le sue scoperte, permettendomi di verificare quello che trova e ad indirizzarla, quindi, a seconda delle situazioni.»

Ringraziamo Nadia ed Elisa per queste importanti ed interessanti informazioni; speriamo che possano tornare utili a tutti i proprietari. Sicuramente educare il nostro amico a quattro zampe a non raccogliere cibo da terra è un’ottima arma per evitare tragedie come quella capitata a Irene. Allo stesso tempo, fondamentale è anche il lavoro del Nucleo Cinofilo Antiveleno; Puma e Titan sono una risorsa preziosa per rendere sicuro il nostro Parco e per permetterci passeggiate spensierate nel bosco, in compagnia dei nostri beniamini.
Siamo veramente dispiaciuti per quello che è successo alla piccola Dora; chi condivide giornate, passeggiate, coccole, letto e divano, pranzi e cene con un cane, sa cosa significa avere puntati addosso quegli occhi pieni di gratitudine e amore incondizionato. A volte basta la loro coda che si agita veloce o una carezza per farci tornare il sorriso dopo una dura e stressante giornata di lavoro. Quindi possiamo capire bene che cosa ha provato Irene quando ha visto Dora andarsene; ha dovuto sopportare la perdita della cagnolina che da 10 anni le faceva compagnia, avvenuta per mano di un delinquente che non si è fatto scrupoli ad usare un’arma così vigliacca per colpirla.
“Tornare a casa non è la stessa cosa sapendo che Dora non è più lì ad aspettarmi… Ricordo che la sera quando eravamo tutti sul divano a guardare la tv, lei andava verso la porta, come per farci capire di aver bisogno di uscire. Il mio babbo si alzava per aprirle e lei, con uno scatto gli fregava il posto sul divano! Ci mancherà ogni cosa di lei… La rabbia per averla persa in questo modo è tanta. Speriamo che i Carabinieri trovino chi ci ha fatto questo e che venga punito come merita.”
Ce lo auguriamo davvero anche noi!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 325 | Dicembre 2020)

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.