13.7 C
Casentino
venerdì, 4 Aprile 2025

I più letti

Effetti mortificanti della comfort zone

di Denise Pantuso – Il primo a parlare di comfort zone fu il teorico del management Alasdair White che, nel testo Comfort Zone to performance management del 2009, definì la Comfort Zone come la condizione mentale che rende un soggetto capace di agire senza il timore di correre rischi mantenendo costante il livello delle sue prestazioni. Nel dizionario Treccani la parola comfort è entrata a pieno titolo nella lingua italiana e viene fatta derivare dal francese confort indicando quindi agio e comodità.

Comfort zone inizia ad essere intercambiata con Friendzone, termine che rafforza la familiarità del senso di comodità e serenità nello stare in un preciso stato psichico. Come si evince dalle due etimologie la derivazione inglese di Comfort zone punta su una posizione pro-attiva del termine, la derivazione francese, quella realmente presa nel gergo italiano, sottolinea invece la posizione passiva del soggetto. Infatti la confort zone è quello stato di serenità in cui un soggetto tende a stare seppur proprio questo stato di serenità non risulta proattivo alla vita, ovvero non mantiene in piedi nessuna prestazione: lavorativa, generativa, di studio e sociale.

Mi capita sempre più spesso di ascoltare giovani che fanno riferimento alla comfort zone come ad uno stato di inettitudine, di lentezza, di passività nei confronti del proprio essere seppur siano coscienti che proprio questo rende il cammino della vita paludoso e devitalizzante. La comfort zone tra l’altro ha la sua particolarità temporale, ovvero il suo starci è quotidiano. Non c’è un lasciarla per poi ritrovarla, ahimè no, i soggetti vogliono stare lì indisturbati.

Ogni attività o impegno che richieda uno sforzo, un cambio di visione, ogni esperienza che fa vacillare la continuità della comfort zone è rigettata. Capita allora che i giovani non riescano a cambiare la struttura delle giornate, che fatichino a pensarsi al lavoro perché il lavoro, con le sue regole, non permette loro di stare quanto, come e dove vogliono a godere della serenità interiore, della comodità, di quel senso di apparente serenità del vivere.

Non escono con gli amici perché già vedersi, con le sollecitazioni che dà risulta essere difficile, fastidioso, troppo impegnativo. Sembra quasi una forma di alterazione del senso del benessere, dello stare bene. Oggi lo stare bene è senza vita, senza progetti. Stare bene sembra voler dire che non ci si deve sforzare e si deve vivere indisturbati nel proprio mondo.

Trovo invece interessante l’etimologia inglese di comfort zone. La sua sottolineatura sulla “condizione mentale che rende capace agire senza il timore di correre rischi”, mi fa venire in mente come questa sia l’attività del pensare. Pensare infatti significa individuare quelle caratteristiche che mi permettono di agire in conseguenza di un desiderio soggettivo di cui voglio la realizzazione. Pensare è valutare i rischi.

Si può forse intuire che la comfort zone alla francese è un andare di pancia, ovvero faccio ciò che mi sento di fare, la comfort zone all’inglese ci introduce ad uno stato mentale cognitivo ed esistenziale più elaborato e proficuo per il vivere quotidiano.

Dott.ssa Denise Pantuso Psicologa e psicoterapeuta individuo, coppia e famiglia www.denisepantuso.it – tel. 393.4079178

(Rubrica ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società)

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.