di Denise Pantuso – È ormai opinione diffusa tra gli addetti ai lavori e non che la vita psichica dell’essere umano contemporaneo sembra non avere più regole e orizzonti stabili. Tra i molteplici aspetti psicologici che concorrono a questa incertezza compaiono le emozioni, ovvero quelle esperienze come rabbia, tristezza, gioia, paura che viviamo nelle più disparate situazioni. Se da un lato queste svolgono una funzione protettiva e creativa della propria vita, dall’altro ciò che le espone ad una criticità è l’uso contemporaneo che l’uomo ne fa, ovvero considerarle come verità assoluta di sé stessi su cui prendere decisioni.
Nel testo “Il Piccolo Principe” Antoine De Sain Exupery scrive: «Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla». Sembra infatti passato di moda parlare di sentimenti poiché questi si affidano ad un tempo psichico più lungo in cui il “qui e ora”, “il tutto e subito”, “la paura di perdere tempo” ne impediscono l’esistenza e la costruzione. Questo desta una certa preoccupazione per i vari operatori “psi” poiché è noto che una valutazione di sé e degli altri su base emotiva non può che destabilizzare continuamente, esporci a continue oscillazioni del senso di sé, degli altri e del mondo a cui apparteniamo. Emozionarsi è diverso da provare sentimenti. Se dovessi pensare alle parole con cui si può definire un’emozione userei queste: intense, coinvolgenti, transitorie, cicliche. Che si parli di gioia, tristezza, rabbia, paura le emozioni si caratterizzano per essere una risposta più o meno immediata ad una certa situazione. Sia che provengano da incontri con il mondo o che emergano come spinta interna le emozioni ci prendono alla sprovvista, sono immediate.
Per la psicoanalisi la risposta emotiva si appoggia ad una particolare interpretazione che diamo della realtà. Rispondiamo emotivamente essendo toccati dentro, da qualche parte, in maniera profonda e in qualcosa che non ci è così conosciuto. La risposta emotiva è una risposta di interpretazione, è una risposta a ciò che ci ferisce o entusiasma. L’emozione ci dice la ferita o la speranza che riponiamo nella vita o nella situazione ma non ci aiuta a costruirle. La risposta emotiva parla di come siamo soliti funzionare in rapporto al mondo che ci circonda. La risposta emotiva ci dice di cosa siamo fatti ma non ci dice il vero di ciò che accade e di ciò che desideriamo.
Perché? Perché noi reagiamo emotivamente tenendo conto della rappresentazione che abbiamo della realtà, reagiamo a seconda dei significati radicati dentro al nostro mondo interno, dentro il nostro mondo di valori che spesso non coincide con ciò che accade realmente tra noi e gli incontri che facciamo. Qui si delinea il primo inciampo con le emozioni. È capitato a tutti di litigare o di essere tristi per una situazione che una volta giunta ad una chiarificazione ci fa fare i conti con un fraintendimento. Sì, perché l’emozione può produrre fraintendimenti.
I sentimenti invece che cosa sono? Se penso a qualche parola che possa definire un sentimento mi vengono in mente queste: continuità, stabilità, interiorizzazione, appartenenza. Tra i sentimenti più comuni mi vengono in mente l’amicizia, l’amore, la gratitudine, l’odio.
Ciò che distingue un’emozione da un sentimento è sicuramente la temporalità. Il sentimento porta dentro di sé un senso di continuità, di esistenza nei caratteri di un certo oggetto che coinvolge la nostra affettività e la sua continuità è data da processi di elaborazione psichica che richiedono non solo di sapere gli equivoci in cui cadiamo nell’interpretare i fatti ma anche un incontro con i limiti posti dalla realtà. I sentimenti sono effetto di una continuità dialogica tra sé e con il mondo. Il sentimento è un dialogo con ciò che ci circonda.
Nella costruzione dei sentimenti l’aspetto emotivo è un primo passo di comprensione, di indagine sulla realtà a cui seguono altri passi. Il senso di continuità, integrità, stabilità di sé e la relativa fiducia che ne consegue sulla vita è spesso possibile grazie alla costruzione di sentimenti, nonostante emozionarsi appaia all’uomo molto più autentico.
Dott.ssa Denise Pantuso Psicologa e psicoterapeuta individuo, coppia e famiglia www.denisepantuso.it – tel. 393.4079178