di Francesco Meola – Nonostante il perdurare della pandemia da Coronavirus e la congiuntura economica negativa legata ai recenti sviluppi bellici nell’est Europa, i lavori per dotare la linea ferroviaria Sinalunga-Arezzo-Stia di un sistema di sicurezza ferroviaria Ertms/Etcs di livello 2 sembrano volgere finalmente al termine.
A darcene conferma è il presidente del Gruppo Lfi Spa, Maurizio Seri, il quale si è concesso ai nostri taccuini con la consueta gentilezza di sempre.
Salve dottore, a che punto sono i lavori riguardanti l’installazione del nuovo sistema di sicurezza?
«Malgrado le difficoltà legate al Covid, almeno per quello che ci compete direttamente, l’installazione sta continuando nel pieno rispetto del cronoprogramma. Purtroppo ci sono una serie di attività le cui autorizzazioni non spettano a noi ma restiamo fiduciosi che tutto possa risolversi quanto prima. Attualmente sono in corso delle prove sulla linea e altre ne abbiamo già effettuate nei mesi scorsi. Ad ogni modo, per maggiore sicurezza, condurremo ulteriori test nel corso dell’estate e contiamo che il sistema diventi pienamente operativo a partire dal 2023. Grazie a questo upgrade infrastrutturale, una volta terminati i lavori, la linea sarà l’unica tratta locale in Italia ad avere un livello di sicurezza analogo a quello garantito sulla rete nazionale ai treni ad alta velocità, nonché la seconda in Europa (sempre tra quelle secondarie, n.d.r.)».
Ciononostante in tanti continuano a vedere in quest’opera un investimento sproporzionato rispetto all’importanza della linea. Come risponde a queste critiche?
«Rispetto alle polemiche in questione ribadisco quanto detto in altre circostanze: si tratta di un intervento che a breve sarà reso obbligatorio dalle normative europee in materia di trasporti ferroviari per cui, per quanto ci riguarda, abbiamo soltanto precorso i tempi. Tra l’altro, dal punto di vista economico, siamo riusciti a portare a termine i lavori a costi decisamente bassi rispetto a quanto si sta spendendo altrove attualmente. Con una spesa di 23 milioni di euro completeremo una tratta complessiva di 84 chilometri mentre in Umbria, tanto per fare un esempio, si spenderà molto di più e per un percorso più breve».
Di quanto si ridurranno i tempi di percorrenza sulla linea quando il sistema di sicurezza sarà a regime?
«Da Stia a Arezzo e viceversa, vi sarà un risparmio di almeno dodici minuti. Questo significa che si potrà viaggiare da un capo all’altro del percorso casentinese in meno di un’ora».
È previsto anche un rinnovo del parco treni?
«Certamente. Dal prossimo autunno potremo contare sui nuovi Alstom Pop (treni elettrificati di nuova generazione, n.d.r.). Il 2022 è infatti l’ultimo anno in cui sarà concesso il transito dei convogli più vetusti e se abbiamo avuto modo di programmare anzitempo lo svecchiamento del parco attuale lo dobbiamo alla proficua collaborazione instaurata con Trenitalia e Regione Toscana».
In molti si chiedono se e quando si potrà nuovamente viaggiare in treno anche nei festivi. Come vi state organizzando per ripristinare il servizio?
«Se finora il servizio è stato garantito attraverso l’impiego degli autobus, la responsabilità non è stata la nostra. Era previsto già da tempo che tutti gli Enti pubblici coinvolti nella vicenda trovassero delle soluzioni al problema ma il Covid ha rallentato tutto.
Ad ogni modo già nel corso delle prossime settimane verranno ripristinate le corse nei festivi e dal 2023, presumibilmente tra aprile e settembre, vi sarà anche un incremento».
L’aumento di sicurezza della linea inciderà sulle tariffe attualmente in vigore?
«Vorrei poter dire di no con assoluta certezza ma, almeno per il momento, mi sento di garantire che non vi saranno aumenti. In ogni caso la nostra sfida sarà quella di continuare ad applicare le stesse tariffe del passato e faremo di tutto per mantenere la promessa. Ad ogni modo disponiamo già da tempo di pacchetti agevolati per famiglie con bambini o con Isee bassi per venire incontro alle esigenze dei soggetti più svantaggiati».
Quali progetti per il prossimo futuro?
«Sul piano aziendale stiamo lavorando per ottenere un nuovo affidamento per i prossimi dieci anni (fino al 2034, n.d.r.) e in termini di amministrazione della linea, invece, è in via di studio una gestione diversa: il nostro obiettivo, infatti, è quello di realizzare una collaborazione sempre più forte con RFI sia per quanto concerne le attività diagnostiche che quelle infrastrutturali in modo da poter affrontare investimenti più importanti anche sotto l’aspetto qualitativo.
Per quanto riguarda la mia persona, infine, mi consenta una piccola chiosa: durante il mio incarico ho sempre dato il massimo ed essendo all’ultimo anno del mio mandato, mi auguro di poter lasciare un buon ricordo del mio operato».
E a giudicare dalle voci raccolte in giro sembrerebbe esserci riuscito dal momento che, al netto delle critiche, sollecitati sull’argomento, vi sono anche tanti utenti che vedono in quest’opera di ammodernamento un buon auspicio per il futuro.
«Per chi ogni giorno si reca ad Arezzo per lavoro, accorciare anche soltanto di dieci minuti la percorrenza, non è poco. Tra andata e ritorno vi è un risparmio di ben venti minuti e sul lungo termine i benefici sarebbero notevoli», afferma Francesco, un pendolare della zona.
E c’è chi invece, come Carlo, vede nel nuovo corso della linea un incentivo per il turismo: «Oltre ai residenti penso possa trarne giovamento anche il movimento turistico dal momento che i viaggiatori potranno raggiungerci più rapidamente che in passato, soprattutto se dovesse aumentare anche il numero delle corse».