13.2 C
Casentino
giovedì, 3 Aprile 2025

I più letti

Giovanna Madiai: insegnare e fare crescere

di Sefora Giovannetti – Oggi incontriamo con grande piacere la professoressa Giovanna Madiai, insegnante di Scienze Umane presso il Liceo di Poppi con lei esploreremo il mondo dell’insegnamento da tutti spesso dibattuto, ma non sempre conosciuto.

Professoressa secondo lei quali caratteristiche dovrebbe avere un buon docente? «Un buon insegnante dovrebbe avere la capacità di destare curiosità, dovrebbe indurre i ragazzi a imparare, non solo nel periodo del liceo, ma per tutta la vita. Insomma dovrebbe essere capace di creare un habitus mentale attraverso cui ogni ragazzo sia capace di «autoeducarsi» in ogni circostanza che gli si presenta. Dovrebbe fornire una formazione, non solo culturale, ma integrale, sui valori della democrazia, della collaborazione, della sensibilità e della bellezza».

Lei nota delle differenze tra le prime classi che ha avuto e quelle di adesso? «Per quanto riguarda l’approccio dell’insegnante con la classe, potrei dire che adesso al docente vengono richieste cose diverse, come la cura di una parte burocratica, che prima era più leggera. Per quanto riguarda gli alunni il loro comportamento è pressoché il medesimo, forse è cambiato il ruolo delle famiglie, che prima collaboravano positivamente, invece adesso, sempre più spesso, si atteggiano in modo più invadente, tendendo a perdere l’oggettività nei confronti del figlio».

Se potesse cambiare degli elementi che costituiscono la struttura scolastica, cosa cambierebbe? «Forse la scuola dovrebbe tornare alle conoscenze, perché non vorrei che queste, con il tempo, vengano messe troppo in secondo piano. Vorrei, più che togliere qualcosa, modificarla in modo tale che gli alunni vengano in classe con piacere».

Prendo spunto dalla sua risposta per approfondire, invece, un’altra questione e cioè: cos’è che le piace della scuola? «A me della scuola piace l’obiettivo che ha da sempre, formare quelli che saranno i protagonisti della società di domani, vedo la scuola come una grande risorsa».

Cos’è che ogni anno la colpisce dei ragazzi? «Sicuramente negli ultimi anni direi, senza girarci tanto intorno, la simbiosi con il cellulare, l’appartenenza evidente ai social. La scuola ha dovuto addirittura intervenire, prevedendo sanzioni a riguardo. Sembra che l’adolescente medio non riesca a fare a meno dei dispositivi che sembrano delle appendici di questi giovani. Il fenomeno un po’ mi inquieta, in quanto sembra che la vita venga scissa tra reale e virtuale, penso che un tale fenomeno possa creare una certa confusione».

Che consiglio darebbe ad una/un giovane insegnante alle prime armi? «Anzitutto gli direi di avere una buona formazione, buone competenze e di essere autorevole. Deve porre delle regole essenziali nel rapporto con gli alunni, che non deve essere paritario. Gli direi di essere di sostegno ai propri discenti, cercare di renderli più forti e strutturati. In generale gli consiglierei di prendersi cura di loro».

Lei sicuramente ha conosciuto tanti ragazzi, le è rimasta nel cuore qualche storia? «Ho modo di rivedere molto spesso i miei alunni, vedo con piacere che mettono su famiglia, mi capita di rivedere i loro figli. Particolari storie che ricordo sono quelle di ragazzi che hanno avuto storie purtroppo tristi».

Esiste un argomento specifico che lei ha particolarmente a cuore e che ama insegnare più di altri? «Si, a me piace parlare di sociologi, pedagogisti, o movimenti che hanno cambiato un po’ il mondo. Mi piacciono i personaggi coraggiosi, pensiamo a don Lorenzo Milani, ma anche al periodo del ‘68. In sostanza amo parlare di come nel mondo avvengano e siano avvenuti eventi che hanno mutato, anche radicalmente, le strutture sociali e di come questi siano stati promossi da personaggi non sempre apprezzati all’epoca, ma che sono stati recuperati solo in un secondo momento».

Perche la società di oggi non può fare a meno dell’insegnate? «Perché se non ci fosse mancherebbe all’individuo una formazione formale. Certo fondamentali sono i gruppi sportivi, le attività ricreative di ogni genere, ma questi non possono sostituirsi al ruolo della scuola e dell’insegnante».

Se tornasse indietro farebbe di nuovo questa scelta? Farebbe sempre l’insegnante? «Assolutamente si!».

SCUOLA SOCIETA’ sognando futuri possibili è una rubrica di Sefora Giovannetti e Mauro Meschini

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.