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giovedì, 3 Aprile 2025

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Giù le mani dai Parchi!

di Fiorenzo Rossetti – Ne avevo dato notizia in un precedente articolo. La Costituzione italiana si è (finalmente) aggiornata e arricchita, introducendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi (art. 9), oltre a stabilire che l’iniziativa economica, pur essendo libera, non possa svolgersi in modo da recare danno all’ambiente, ma anzi deve essere indirizzata e coordinata anche a fini ambientali (art. 41).

Dopo due anni da questa straordinaria notizia, il nuovo Governo italiano non solo non ha mosso un dito affinché le novità costituzionali trovassero applicazioni concrete nell’azione del Governo e nell’attività legislativa del Parlamento, ma ha anzi introdotto tutta una serie di disegni di legge e norme nella legge di bilancio che aprono in maniera sciagurata la possibilità ai cacciatori di esercitare un’attività venatoria anche in periodi di divieto di caccia, nelle aree protette e persino nei parchi urbani. I rischi di una escalation contro l’ambiente naturale italiano arrivano anche dai lavori della Commissione Interministeriale che dovrà riformare il Codice ambientale (testo unico normativo che raccoglie tutte le norme in materia ambientale).

Abbiamo assistito a emendamenti nelle manovre di bilancio in cui di fatto si consentiva, oltre alla caccia libera, anche l’uccisione di lupi e altre specie protette. Ci è voluta poi una diffida da Bruxelles, indirizzata al Governo Meloni, per sottolineare l’esistenza di norme comunitarie, che sono completamente in contrasto con quanto proposto dalla destra italiana.  L’Unione Europea e la comunità internazionale pretendono che l’Italia allarghi la superficie delle aree protette, non certo di ridurle e gestirle in maniera differente dallo scopo con cui sono state istituite e per rispettare gli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità da raggiungere entro il 2030. Qualcuno si deve essere, o spaventato, o ricondotto dall’euforia scriteriata generata da certi ambienti alla realtà del nostro sistema di stato di diritto, se si è assistito ad una serie di retromarce del Governo di centro-destra sulle norme cosiddette “Caccia selvaggia”.

Come si diceva, nonostante una Costituzione che centralizza e valorizza l’importanza della salvaguardia dell’ambiente in Italia, vi è molto disinteresse nella maggioranza di Governo e serpeggia una politica che appare non voglia traguardare verso vere azioni di protezione della natura del nostro paese. Sono numerosi i punti di criticità sulle questioni ambientali e climatiche generati dall’azione (e immobilismo) del Governo Meloni. Si va dalle questioni legate al clima e all’energia, con scelte spinte più verso idrocarburi e nucleare piuttosto che sulle rinnovabili, alla biodiversità, con le citate discutibili norme pro-caccia e i rimpasti di comitati e competenze che generano squilibri di visione, all’agricoltura e allevamento, che si oppone alle strategie comunitarie di conservazione della natura e addirittura rinnova l’utilizzo del famigerato pesticida Glifosato.

In questa materia, nella visione dell’attuale Governo le cose “strane” non finiscono certo qui! Sebbene avessimo assistito (anche se in misura limitata) alla stessa pessima procedura da parte della sinistra, anche per la destra la competenza sui temi della conservazione e gestione dei Parchi non conta. Ed ecco che il giornalista sportivo Italo Cucci approda alla guida del Parco nazionale di Pantelleria come Commissario, o personaggi estremisti del mondo venatorio essere inseriti come Commissari o Direttori in altri Parchi.

Le ragioni privatistiche e consumistiche, assieme alla demagogia e la propaganda, non possono scardinare le priorità della tutela della biodiversità, la corretta gestione del territorio e dei Parchi, tralasciando le indicazioni della scienza e le norme comunitarie e nazionali.

(L’ALTRO PARCO Sguardi oltre il crinale è una rubrica a cura di Fiorenzo Rossetti)

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