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venerdì, 4 Aprile 2025

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Gli abbandoni di animali in Casentino

Dopo due anni in cui abbiamo registrato un basso numero di abbandoni, con rammarico siamo costretti a constatare che i casi stanno di nuovo aumentando. Mentre al canile di Arezzo, come ci riferiscono i volontari ENPA della città, stanno affluendo sempre più cani molossoidi e pitbull, da noi al momento la tendenza è diversa. Da sempre nella nostra struttura arrivano molti cani da caccia trovati vaganti nel territorio, naturalmente privi di microchip. Si tratta o di cani smarriti che il proprietario non si preoccupa di cercare, forse per la loro scarsa abilità venatoria, oppure di esemplari volutamente abbandonati, in genere per lo stesso motivo.

Negli scorsi mesi abbiamo accolto diversi segugi adulti ma soprattutto cuccioli. Decine e decine di cuccioli, trovati nel bosco, per strada, soli o insieme alla mamma. E’ invece una novità il fortissimo incremento di cani da pastore – soprattutto maremmani e derivati- trovati abbandonati. Un grosso problema, per noi e soprattutto per loro. I cani di grossa taglia necessitano di ampi spazi, spesso di proprietari esperti. E così sono sempre gli ultimi a trovare una famiglia e non è detto che ciò avvenga.

Il 29 luglio scorso, come saprete – visto che la notizia ha fatto scalpore e ha giustamente infiammato gli animi – alcune persone hanno trovato, in località santa Maria (nel comune di Pratovecchio Stia), sei cuccioli di maremmano chiusi in un sacchetto, scaraventato giù da un ponte e rimasto impigliato in un ramo. Sei esserini minuscoli ancora avvolti nella placenta ed invasi dai bigattini! Nonostante le cure sono morti uno dopo l’altro nei giorni successivi al ritrovamento. Solo Neve, accudita dalla volontaria che ha poi deciso di tenerla con sé per sempre, si è salvata. Da tempo non ci capitava di assistere ad un gesto tanto crudele, brutale, sadico che ci ha scossi nel profondo.

Ad agosto sono stati soccorsi nella zona di Castel Focognano altri due meticci maremmani denutriti e quasi senza pelo. Due creature arruffate e spaurite che per fortuna siamo riusciti con più facilità – avendo già qualche mese – a rimettere in forma. Le autorità che indagano sugli abbandoni o sul maltrattamento spesso si trovano di fronte un muro di omertà. Una triste realtà che investe anche la nostra valle in cui perfino le persone più sensibili al benessere animale hanno difficoltà ad esporsi personalmente. Il fenomeno degli abbandoni si lega strettamente alle mancate sterilizzazioni. Le femmine, soprattutto da pastore, vivono in libertà insieme ai cani maschi e le cucciolate si susseguono senza sosta.

 

A volte i piccoli vengono tenuti dal proprietario che, nell’arco di pochi anni, si ritrova un esercito di cani poco curati e seguiti che a loro volta partoriscono; qualcuno se ne sbarazza nella maniera più crudele, altri ancora si adoperano per cercar loro una famiglia (che non sempre arriva) o chiedono l’ingresso in canile. L’unico modo per risolvere alla radice il problema sarebbe la sterilizzazione sistematica delle femmine, che vivono in libertà i periodi di estro.

Per questo, in base alle nostre possibilità, cerchiamo di offrire un contributo a privati in difficoltà economica che intendono sterilizzare. Approfittiamo di questo spazio anche per ribadire l’importanza del microchip che non è un optional ma un vero e proprio un obbligo di legge. Apprezziamo gli interventi delle forze dell’ordine che, di tanto in tanto, eseguono dei controlli per verificare la presenza di microchip nei cani di proprietà. Ci auguriamo che tali verifiche, soprattutto in situazioni potenzialmente “a rischio”, diventino sistematiche.

Canile intercomunale di San Piero in Frassino http://canilicasentino.blogspot.com Per info: 347.5421554 – orario di apertura al pubblico: Sab. e Dom. dalle 10,00 alle 12.00

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