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venerdì, 4 Aprile 2025

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Gulasz… il fratello dello spezzatino

di Anselmo Fantoni – La ricetta che vi presentiamo oggi è di Malgorzata Zarzycka
in cucina a Stia. Lo spezzatino assume nomi diversi nei vari paesi dove si consuma tradizionalmente a cui si aggiungono varie spezie e condimenti vari. Tutti prima o poi lo abbiamo mangiato, da giovani con poco entusiasmo, poi crescendo con sempre più passione. Grazie a Malgorzata Zarzycka proponiamo la variante dei cugini polacchi. Tra l’Italia e la Polonia c’è sempre stato un legame sottile che si è stretto grazie a San Giovanni Paolo II, ma già nel XIX secolo, la Polonia veniva menzionata nel Canto degli italiani di Goffredo Mameli, oggi inno nazionale. Scopriamo allora qualcosa di più della nostra concittadina.
Il tuo nome tradisce un’origine non italiana, da quanto tempo sei in Italia? Cosa ti ha portato da noi?
«Eh sì, è un po’ difficile da pronunciare. Sono di origine polacca. Sono in Italia dal 3 maggio del 2003. Ho seguito il mio cuore. Un anno prima ho conosciuto un ragazzo stiano e ho letteralmente perso la testa per lui.»

La cucina del tuo paese ha peculiarità diverse dalla nostra, ti piace lasciare le due culture divise o a volte ti cimenti in fusioni tra le due?
«Si, è un po’ diversa visto il clima più freddo. Spesso preparo i piatti polacchi rivisitati secondo gli usi italiani, cioè meno pesanti. Ma in casa nostra la cucina non ha solo influenze polacche. Io e Maurizio amiamo moltissimo viaggiare e a ogni viaggio facciamo tesoro delle scoperte culinarie dei vari territori che visitiamo. Dai nostri viaggi portiamo spesso a casa, come souvenir le spezie tipiche o addirittura utensili. Per esempio dal Marocco abbiamo portato il tajine, dalla Spagna la Paellera, dalla Francia la forma per i Madeleines, ecc.»
Quanto ami la cucina e cucinare? 
«Cucinare per me è molto rilassante, quasi una seduta di meditazione. Mi gratifica moltissimo creare qualcosa di gustoso, di gradevole alla vista. Spesso è un modo piacevole per concludere una giornata faticosa o un po’ monotona.»
Che influenza ha avuto la tua famiglia e i tuoi amici nel coltivare questa tua passione? 
«Già da bambina “rubavo” con gli occhi i movimenti e i gesti di mia nonna e della mia mamma in cucina. Del mio ho messo la passione, lo studio e il coraggio di sperimentare sempre le cose nuove.»

Gulasz… il fratello dello spezzatino

Ingredienti per 4 persone:
(Questa è la versione con i funghi, ma si può fare
con peperoni, carciofi, patate ecc.)
500 g di carne di manzo o vitello tagliata a cubetti
3 cucchiai di olio d’oliva
1/2 bicchiere di vino (meglio se lo stesso che serviamo
dopo, durante il pasto)
2 cipolle, 2 spicchi d’aglio, 4 carote
1 foglia d’alloro, 3 bacche di pimento
30 g di funghi porcini secchi
200 g di funghi Champignon o nella stagione porcini
1/2 litro di brodo vegetale
1 cucchiaino di maggiorana
sale, pepe

Preparazione
«In una pentola faccio rosolare con dell’olio la carne tagliata a cubetti, leggermente infarinata. Sfumo con il buon vino, aggiungo la cipolla tagliata grossolanamente, le carote, l’aglio tritato, gli aromi e lascio insaporire il tutto. Quindi unisco i funghi Champignon precedentemente passati in padella con la cipolla e funghi secchi lavati bene (non c’è bisogno di ammollarli prima) e lascio cuocere tutto sul fuoco lento circa 20 minuti. Dopodiché aggiungo il brodo per non far attaccare la carne al fondo della pentola. regolo con sale e pepe e cuocio il tutto sotto coperchio per circa un’ora finché la carne diventi morbida. Servo con il purè di patate oppure grano saraceno o polenta e per esempio cetrioli in agrodolce.»

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