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venerdì, 4 Aprile 2025

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Idee per il Casentino. Gianni Marmorini: “Le Convivenze”

di Gianni Marmorini – Si è svolto nei giorni 28-30 luglio scorsi la quarta edizione del convegno sull’ambiente “Le Radici del Futuro” organizzato dagli amici di Papianoinsieme. Quest’anno aveva come tema le convivenze: la convivenza tra i popoli, la convivenza tra gli umani e le piante e, infine, la convivenza tra umani e animali.

Prima di entrare nel merito del convegno mi preme ricordare da quale sogno è nato, in tempo di Covid, nel 2020, l’idea di portare la gente in foresta e di cercare di scoprire qualcosa dell’ambiente in cui viviamo e di prendercene cura in un modo migliore.

La parrocchia di S. Cristina a Papiano ha visto crescere negli anni, oltre al gruppo che organizza la Sagra del Tortello e della Trota, un’amicizia e un dialogo tra alcune persone che hanno cercato di ascoltare con più attenzione le parole della Sacra Scrittura. Da questo incontro è nato tutto. All’inizio nella Genesi troviamo l’invito a coltivare e custodire il giardino. Se il primo comandamento divino che compare nella Bibbia invita gli umani a crescere e a moltiplicarsi, subito dopo si dice: «Dio il Signore prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse» (Gen 2,15).

Questo, secondo le parole della Bibbia, sarebbe il nostro compito, forse non l’unico, ma certamente il primo di tutti. Ecco che cosa ci ha spinto ad organizzare i convegni: la sapienza di questi antichi uomini, che quando ancora il mondo non aveva bisogno di una cura diversa dell’ambiente (mancavano millenni alla scoperta del petrolio e della plastica) avevano però compreso che la cura dell’ambiente è una delle vie di salvezza, non fisica non essendoci ancora il problema ambientale, ma proprio di salvezza interiore, di pienezza di vita.

In questi tre giorni abbiamo riflettuto con Giovanni Caselli sulla formazione nei secoli antichi della popolazione casentinese, mentre io ho proposto un pensiero su quanto sia importante, direi vitale, l’incontro tra popoli diversi secondo le prospettive della Bibbia. Ivana Fantoni ci ha fatto riflettere sul rapporto essenziale tra umani e piante con l’aiuto delle guide del Parco (Maura Lucatello, Enrico Borghi, Corrado Andreini e Francesca Tosi) e di Francesco Brasa, padre guardiano de La Verna.

Abbiamo poi guardato gli occhi dei nostri compagni di viaggio in questo pianeta, gli animali, attraverso la bellezza dei filmati multimediali di Roberto Roversi e l’ascolto delle sue parole durante la camminata da Montalto alla Casina dell’Oia. Momenti che hanno offerto ai partecipanti la possibilità di un rapporto migliore con tutta la vita che ci circonda.

Come negli altri anni, nonostante le numerose e bellissime iniziative in contemporanea, abbiamo visto un’ottima partecipazione ai vari momenti del convegno e anche questo ci incoraggia a proseguire in questo cammino. Se i contenuti che sono stati trasmessi durante il convegno hanno illuminato la mente, crediamo che la bellezza delle foreste che abbiamo percorso insieme abbia allargato il cuore.

C’è un’idea centrale che ha sostenuto e promosso questo convegno come anche i precedenti, ma più che un’idea si tratta di un fatto, di una realtà di cui è molto facile dimenticarsi. E, non venga mai, ma il giorno in cui davvero dimenticassimo che siamo parte integrata di questo mondo e non alieni estranei che non hanno bisogno, per esistere, di piante, animali, insetti… quello sarebbe il primo giorno senza vita umana su questo pianeta.

Difficile nel nostro tempo trovare ancora qualcuno che creda alla “sopravvivenza del più forte”. Charles Darwin per non essere frainteso, come purtroppo in parte successe, fu costretto a chiarire: «Uso l’espressione lotta per la sopravvivenza in un senso ampio e metaforico, che comprende la dipendenza di ogni essere dall’altro» (C. Darwin, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, trad.it. di M. Migliucci e P. Fiorentini, Roma, Newton Compton, 2011).

Dovremmo sostituire il verbo vivere con convivere, il verbo esistere con coesistere. Non a caso forse il sostantivo vita nella lingua biblica esiste solo nella forma plurale chaim, quasi a ricordarci che nessuna vita può esistere al singolare.

La convivenza tra i popoli, che il fenomeno delle migrazioni sta mettendo all’ordine del giorno, il rapporto con gli alberi e la convivenza con gli animali sono tutti elementi complessi della nostra epoca, ma da una felice soluzione di questa convivenza dipende la possibilità di vita per il nostro mondo.

DON GIANNI MARMORINI Parroco di Papiano e Stia ha cercato sempre nuove esperienze anche fuori dell’ambito ecclesiale. Presente nell’esperienza della Fraternità di Romena. Amante e studioso della Parola e dei suoi significati.

IDEE PER IL CASENTINO è una rubrica a cura di Mauro Meschini

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