di Beatrice Mazzanti – Il Castello di Strada fu donato alla Repubblica Fiorentina dal 1345 dopo la morte dell’ultimo erede Casentinese, venne poi riconquistato da Francesco di Poppi e poi passo a un Visconte di Milano Nicolò Piccinino, famoso per le sue stragi e per aver ordinato il massacro degli innocenti nel bellissimo giardino del Castello. Sempre nel 1444, durante l’assedio del Piccinino, la guardia Telda si arrese per ultima, mentre aveva il comando di una delle cinque torri e si dice che il vincitore la fece squartare in due.
La leggenda narra che ancora le sue urla di dolore si sentono e che risuonano dentro al Castello. Le anime di tutti quei morti cruenti navigano su per quegli ambiente per cercare la loro pace. Il Castello in seguito non sfuggi a una fase di declino come gli altri 28 castelli casentinesi che vennero bruciati e smantellati. Dalla triste sorte e rinasce però grazie all’impegno e all’opera dei contadini locali.
C’è da dire ancora che le sue stanze erano usate anche come carceri e camere di sicurezza, tanto che, ancora oggi, possiamo scorgere i segni incisi dai carcerati mentre attendevano di conoscere il loro destino. Si passa così dal dolore degli innocenti morti per mano del Visconte, ai veri criminali che vengono giustiziati all’interno di quelle mura.
Il Castello è un luogo pieno di curiosità e ricchezze storiche e culturali, un posto affascinante che conserva la memoria di tanti eventi che hanno coinvolto personaggi più o meno noti. Però ora parliamo di chi è stato il Maestro Giovanni Biondi e di quanto e cosa ha rappresentato per il Castello, lo facciamo grazie alla testimonianza del nipote, Niccolò Biondi, che ringraziamo per aver voluto condividere con noi questi ricordi.
Ciao Niccolò, intanto grazie per la tua disponibilità. So che oggi tratteremo di un tema molto personale dato che la storia di questo castello è legata anche alla tua famiglia… «Ciao, grazie per l’invito. Sono molto felice di parlare del Castello di Strada, che è una parte importante della storia della mia famiglia».
Raccontaci allora la vostra storia… «La nostra storia con il Castello inizia nel 1971, quando mio nonno lo acquistò quando era paragonabile ad un rudere. Lavorò al castello per 45 anni, fino al 2016, quando purtroppo ci ha lasciato. Tutti dicevano che “fa il castellano e a tempo perso il maestro” per sottolineare la sua passione e dedizione. Il Castello, così come lo vediamo oggi, è il risultato del suo lavoro, seguendo un progetto di un architetto. Durante la costruzione, tutta la famiglia ha partecipato: mio padre, i miei zii e anche mia nonna. Per lui il castello era come un quarto figlio; ne era molto orgoglioso e lo mostrava con gioia a chiunque».
Che rapporto avevi con suo nonno? «Avevo un rapporto meraviglioso con mio nonno. Da bambino passavo le estati insieme a lui e a mia nonna al castello. Così, il nostro legame è cresciuto insieme a quello che ho per il Castello».
Quindi la possibilità di trascorrere le vacanze con i tuoi nonni è stata l’occasione per conoscere meglio anche il Castello? «Il mio legame con il castello è nato durante quelle estati a Strada, in Casentino, dai miei nonni. Ogni giorno aiutavo mio nonno a curare il castello: facevo da assistente durante le visite e partecipavo a vari lavori manuali, come scavare alla ricerca di reperti, scolpire il legno e creare volti in legno che ancora oggi si vedono in uno dei caminetti».
Com’è e come si è trasformato in questo tempo il vostro rapporto con questo luogo? «Oggi, anche se mio nonno non c’è più, il legame con il Castello è più forte che mai, perché mi ricorda lui e il tempo passato insieme. Vivendo a Firenze, riesco a visitarlo più raramente, ma resta sempre nel mio cuore; tanto che nel 2022 ho scelto di sposarmi proprio lì. Ora mi impegno ad organizzare visite guidate, su prenotazione, per raccontare la sua storia. Chi volesse conoscere meglio questo luogo fantastico può telefonare al numero 342 8393246 oppure scrivere una e-mail a: niccolobiondi5@gmail.com».
Dalle tue parole si capisce che vorresti davvero far conoscere a tutti il Castello di Strada, ma perché lo consiglieresti? «Consiglio di visitare il Castello perché è uno dei pochi in Casentino dove si vedono ancora i segni della storia, come le tracce lasciate dai contadini o le cicatrici delle fiamme degli incendi che il castello ha subito. Inoltre, il Castello ha un fascino misterioso, anche grazie al fantasma Telda, che incuriosisce e affascina tutti i visitatori. Ricordo ancora che le visite sono prenotabili seguendo anche le indicazioni presenti sul sito».