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giovedì, 3 Aprile 2025

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Il Festival della Fotografia Italiana nei paesi del Casentino

di Francesca Corsetti – Il Festival della Fotografia Italiana, un evento senza precedenti organizzato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF), dal 14 giugno fino al 6 ottobre 2024, celebra la cultura iconografica italiana in un contesto che abbraccia sia la tradizione che l’innovazione contemporanea. Il festival si svolge a Bibbiena, non per niente Città della Fotografia, principalmente negli ambienti del Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) e lungo la Galleria a Cielo Aperto, ma coinvolge anche i comuni di Poppi e Pratovecchio-Stia.

Il cuore pulsante del festival è la mostra centrale, «Fotografia Italiana: mappe, percorsi e linguaggi», curata da Denis Curti. Questo straordinario percorso espositivo riunisce i lavori di cento dei più significativi fotografi italiani dal dopoguerra a oggi. Attraverso una selezione accurata, la mostra esplora i temi identitari della fotografia italiana, mettendo in luce la sua estetica culturale e paesaggistica unica nel panorama mondiale. Con questo, la mostra intende proporre un viaggio per immagini che riflette la nostra storia collettiva.

Il festival si propone di creare un ponte tra i grandi maestri e dieci autori contemporanei, selezionati in base al tema dell’anno che per il 2024 è «Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana». Numerose sono, infatti, anche le mostre “collaterali” organizzate in vari ambienti dei comuni coinvolti, come il Chiostro di San Lorenzo e Palazzo Ferri a Bibbiena, Palazzo Giorgi a Poppi e il Museo dell’Arte della Lana e la Limonaia del Palagio Fiorentino a Pratovecchio Stia. Obiettivo del festival è anche quello di dimostrare come la fotografia possa essere strumento di valorizzazione del territorio; infatti, come ogni anno, viene selezionato un fotografo e incaricato di documentare il territorio.

Nell’edizione 2024 è Simone Donati, che ha scelto di rappresentare la nostra comunità attraverso i ritratti delle persone comuni che la compongono. I temi affrontati nelle varie mostre sono, però, molteplici. Uno dei più salienti è legato all’esplorazione del rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale (AI), analizzando come queste tecnologie stiano rivoluzionando le narrazioni visive e ampliando le frontiere artistiche. Nello specifico, la mostra di Barbara Zanon «Al di là dello sguardo» utilizza l’intelligenza artificiale per raccontare storie di viaggi estremi, come quelli dei migranti che attraversano il mare, impossibili da catturare direttamente per la loro pericolosità.

Più recentemente, il 12 luglio scorso, è stata inaugurata una mostra speciale all’interno del festival presso il castello di Poppi. Si tratta di «Scatti di libertà» ed è dedicata a Eda Urbani, fotografa rivoluzionaria e pioniera del fotogiornalismo femminile in Italia. Nata a Livorno nel 1908 e scomparsa a Torino nel 2001, Eda Urbani è stata una delle prime e più influenti donne fotoreporter italiane. La sua carriera, iniziata negli anni Trenta, ha attraversato diverse fasi, sfidando le convenzioni sociali e professionali del suo tempo. La mostra è un omaggio alla sua variegata esperienza e una rara occasione per ammirare le sue opere originali.

Il Festival della Fotografia Italiana non è solo una celebrazione del passato, ma anche un ponte verso il futuro. La manifestazione, infatti, include incontri, workshop e dibattiti che coinvolgono giovani talenti, professionisti del settore e appassionati di fotografia. Non solo: il festival continua il lavoro di promozione della cultura fotografica con un programma speciale dedicato ai giovani autori Under 30, di cui possiamo ammirare i lavori a Palazzo Ferri. Con mostre che spaziano dalla tradizione alla contemporaneità, il festival offre dunque un viaggio attraverso le immagini che hanno segnato la nostra storia e continuano a ispirare il nostro presente e futuro.

Per ulteriori dettagli sul programma: festivalfotografiaitaliana.it

(Foto Harari Guido, Lina Wertmüller, 1997)

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