13.2 C
Casentino
giovedì, 3 Aprile 2025

I più letti

Il mistero della Macìa dell’Ommorto

di Terenzio Biondi – I giornali e le TV locali non ne hanno ancora parlato, ma il mistero è stato finalmente risolto. Senza ombra di dubbio. Da tempo non si parlava d’altro: l’altezza della Macìa dell’Ommorto era, negli ultimi mesi, aumentata di un buon mezzo metro. Una cosa strana, davvero strana. Come tutti i casentinesi sanno (beh, non proprio tutti…), la Macìa dell’Ommorto è quel cumulo di pietre in località Omomorto (o Ommorto), lungo la vecchia strada medioevale, quasi parallela all’attuale S.P.70, che dalla Consuma porta in Casentino, proprio nel punto in cui si divide per raggiungere da una parte il castello di Romena e dall’altra il castello di Poppi.

Lì fu sorpreso dai soldati del Bargello fiorentino, nel lontano 1281, il celebre falsario Mastro Adamo, mentre a cavallo si recava alla Consuma, le bisacce piene di fiorini d’oro falsificati nel castello di Romena. Fu preparato un rogo e in poco tempo le fiamme avvolsero il corpo del falsario e le sue ceneri andarono disperse ai quattro venti. Ce lo racconta anche Dante nel XXX canto dell’Inferno.

E siccome l’ombra di Mastro Adamo appariva spesso in quei luoghi, la gente che di lì passava, proprio per evitare incontri poco piacevoli col fantasma del falsario, gettava una pietra nel punto del rogo. Così, di pietra in pietra, ne è venuto fuori un bel cumulo di pietre, la Macìa dell’Ommorto, appunto; da secoli lì.

Se ne erano accorti, tempo addietro, gli abitanti della zona: l’altezza del cumulo di pietre sembrava aumentata. Il sospetto era poi divenuto certezza paragonando vecchie foto con foto attuali. Un bel mistero. E per svelarlo alcuni giovani di Pratovecchio ormai da giorni sorvegliavano, ben nascosti, la zona. Così la scorsa settimana sono stati sorpresi i “colpevoli” mentre, sul far del giorno, scaricavano dal portabagagli dell’auto una balla di pietre e le gettavano sulla cima della Macìa.

Non hanno avuto problemi a spiegare i motivi del loro gesto; anzi, si sono quasi arrabbiati con quei miscredenti di Pratovecchio e per poco non sono volati cazzotti. Non dirò i loro nomi, ma si tratta – ormai lo sanno tutti – di due pescatori di Bibbiena. I due avevano cominciato a frequentare i torrentelli della zona e la pesca andava più che bene, fino a che non avevano avuto incontri, che definivano terrificanti, con un fantasma. La prima volta nel Fosso della Villa, là dove è attraversato dal sentiero 52 che scende dalla Badiola, alle prime luci dell’alba: un’ombra proprio sulla riva del torrente, che faceva loro dei cenni con le mani magrissime che uscivano dalle maniche enormi di una tonaca bianca.

E la settimana dopo nel Fosso di Caiano: un’ombra bianca, a cavallo, che emetteva strani lamenti mentre sembrava volare in mezzo alla nebbia del mattino in direzione di Fonte allo Spino sotto Monte Pomponi. E allora cosa avevano pensato i due torrentisti?

Senz’altro era l’ombra di Mastro Adamo, e per tenersela buona, anzi per non incontrarla mai più, dovevano fare quello che era stato fatto per secoli: gettare qualche pietra sopra la Macìa. E siccome è sempre meglio abbondare, non avevano badato a spese, cioè… a numero di pietre. C’è voluto l’intervento di un noto studioso di Stia per convincerli a smettere con le pietre, altrimenti di qui a qualche anno la Macìa dell’Ommorto supererà per altezza la piramide di Cheope.

E poi ora… sembra che l’ombra di Mastro Adamo sia scomparsa. È più di un mese che nessun pescatore l’ha segnalata nella zona. Fino a quando non si sa, ma per ora si può pescare tranquilli dalle prime luci dell’alba fino al tramonto. Speriamo bene…

(Rubrica I RACCONTI DEL TORRENTE Storie vere, leggende, incontri… nei torrenti del Casentino di Terenzio Biondi)

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.