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venerdì, 4 Aprile 2025

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Il muro di Santa Mama

di Melissa Frulloni – Correva l’anno 2021 ed era febbraio quando incontrammo una delegazione di cittadini di Santa Mama, preoccupatissimi per la sorte del loro paese che ancora una volta si era intrecciata alle vicende della nuova variante, nella sua seconda fase di realizzazione, con l’allargamento della strada verso Calbenzano.

Allora Cristian Marzi, Presidente dell’Associazione Le Tre Contrade Santa Mama APS, ci aveva spiegato che: “Gli enti competenti in materia (Regione e Comune di Subbiano), hanno espresso la necessità di dover eliminare il passaggio a livello di Santa Mama, quello in prossimità della stazione, perché troppo pericoloso. Per poterlo eliminare ci sono state presentate due ipotesi: la prima è quella di chiudere letteralmente il paese con un muro, impedendo così l’uscita verso sud, in direzione Arezzo; l’altra è quella di realizzare un sottopasso per le auto che permetta l’uscita dal paese in direzione sud.”

Entrambe le soluzioni erano sembrate, sia ai santamamini, sia a chi vi scrive, veramente improponibili… Realizzando il muro si sarebbe infatti andati verso una chiusura totale del paese: “Abbiamo paura che in questo modo Santa Mama perda la sua caratteristica principale e cioè quella di essere un paese di passaggio; caratteristica già duramente compromessa dall’apertura della prima variante. Costruire un muro alla fine del paese darebbe la mazzata finale e decreterebbe sicuramente la fine di Santa Mama. A questa soluzione quindi ci siamo fermamente opposti.” Ci aveva spiegato Marzi.

Così come sembrava bizzarra la realizzazione del sottopasso, proposta da Regione Toscana e Comune di Subbiano: “Sono stati gli stessi enti a presentarcelo come un progetto molto complesso e di difficile realizzazione, visto il poco spazio a disposizione e il dislivello veramente importante che si andrebbe a creare all’interno del sottopasso stesso.” Aveva continuato Marzi.

Ed è stato proprio lui a ricontattarci per metterci al corrente dei nuovi, purtroppo non positivi, sviluppi della vicenda, per il paese di Santa Mama e i suoi abitanti. La novità più importante è che il prossimo 3 luglio partiranno i lavori di realizzazione del muro che porterà alla definitiva chiusura del passaggio a livello di Santa Mama e dello sbocco a sud. Come avrete capito, quindi, gli enti hanno optato per questa opzione, mettendo in ginocchio, secondo il parere dei santamamini, un intero abitato. I lavori dovrebbero concludersi il 24 luglio e durante il cantiere sarà anche sospesa la circolazione ferroviaria tra Calbenzano e Santa Mama. L’impresa che li eseguirà è M.I.-C.S. Srl, di Poppi.

“Siamo profondamente amareggiati da questa presa di decisione e veramente molto preoccupati per le sorti del nostro paese. Abbiamo fatto ricorso e scritto una lettera a tutti gli enti coinvolti (Comune di Subbiano, Regione Toscana, Ferroviaria Italiana S.p.a, Prefettura di Arezzo, Unione dei Comuni Montani del Casentino, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) per sottolineare che la costruzione del muro, certamente la scelta più semplice e meno dispendiosa in termini economici, non ha tenuto minimamente conto degli inevitabili e gravissimi effetti per il nostro abitato in termini di mancato rispetto della sicurezza, delle norme di protezione civile e, anche, di vivibilità della comunità.” Ci ha spiegato Marzi.

Come si legge anche nella lettera che i cittadini hanno inviato per contestare la decisione della realizzazione del muro, la mancata accessibilità a sud del paese, soprattutto in caso di emergenza, comporterebbe un allungamento dei tempi di soccorso. Pensiamo ai grandi mezzi di soccorso, come esempio il camion dei vigili del fuoco; come possono intervenire nel centro storico del paese mancando totalmente spazi di manovra per uscire dallo stesso? O ancora, in caso di alluvione (evento già verificatasi più volte in passato) la zona nord del paese diventerebbe impraticabile e l’unico sbocco e accesso per i soccorsi possibile sarebbe appunto da sud, dove sarà costruito il muro… Precisiamo che stiamo parlando di una struttura lunga oltre 60 metri e dall’altezza variabile di 1,40 metri a 3,2 metri. L’intervento dei soccorsi è impossibile anche in caso di incidente ferroviario, bloccando di fatto uno dei pochi accessi sul piano stradale della ferrovia lungo quel punto del tragitto.

Ma oltre a problemi come questi, molto rilevanti come dicevamo da un punto di vista di sicurezza e incolumità dei santamamini, se ne contano anche molti altri da un punto di vista della vivibilità del paese. Gli abitanti di Santa Mama infatti non avranno la possibilità di accedere in sicurezza a un eventuale servizio di bus (in genere messo in sostituzione del servizio ferroviario), in quanto un bus non potrebbe entrare nel paese e gli abitanti si troverebbero o ad aspettare lungo la SR71 (di cui conosciamo tutti la pericolosità) o a dover percorrere due chilometri e mezzo lungo la strada regionale, rendendo impossibile la fruizione del servizio a persone disabili. A questo si aggiunge l’impossibilità per gli abitanti di Castagnoli di raggiungere la stazione senza dover percorrere oltre tre chilometri sempre lungo la regionale, priva di attraversamenti pedonali o semafori di sicurezza per i pedoni.

Altra cosa molto preoccupante è l’incognita di “dove sarà posizionata la fermata del bus scolastico che al momento passa dentro il paese ed esce comodamente da sud quando effettua il percorso di andata e di ritorno per i bambini dell’abitato. Non è possibile pensare di far corrispondere tale fermata del bus all’attuale o futura fermata del servizio di sostituzione treno, in quanto sarebbe posta in un punto di estrema pericolosità.” Si legge ancora nella lettera scritta dai cittadini.

Oltre a tutto ciò la ricaduta negativa sul territorio è inevitabile; ridurre la sicurezza dell’abitato, limitare la possibilità di passaggio nel paese, sono tutti elementi che non solo scoraggiano gli attuali resistenti a restare, ma anche rendono impensabile che qualcuno voglia acquistare una casa a Santa Mama e diventare membro di questa comunità. Un vero peccato se si pensa all’importanza che ha il ripopolamento dei centri storici dei nostri paesi casentinesi, tanto voluto e “promosso” (almeno a parole) anche dai nostri politici e dagli enti nostrani…

I santamamini non ci stanno e chiedono che venga rivisto l’intero progetto e fermata la costruzione del muro. Purtroppo i tempi sono davvero stretti visto l’imminente presunto inizio dei lavori. “Chiediamo alle autorità ed enti competenti di rivalutare quanto deciso; il rischio è che per risolvere un problema di sicurezza (dato dall’attuale passaggio a livello), si vadano a creare situazioni potenzialmente ancora più gravi e pericolose. La soluzione prescelta (solo la più economica) non ha preso in considerazione alcuna altra soluzione alternativa nonostante in alcuni incontri con la cittadinanza ne fossero state prospettate di diverse…”

Vi terremo aggiornati sulla vicenda che seguiremo nei suoi sviluppi; intanto guardiamo lo striscione che i santamamini hanno appeso fuori dell’abitato, in prossimità della statale, che esprime tutta la loro rabbia e il loro dissenso…

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