di Lara Vannini – Simbolo di rinascita, ritorno e attaccamento alle radici, la rondine è sicuramente l’uccello che meglio rappresenta l’arrivo della prossima Primavera. Dalla Bibbia, alle opere di noti poeti e letterati come Giovanni Pascoli, Gianni Rodari o Alda Merini sono state dedicate sacre scritture e versi a questo volatile dalla corporatura snella e dalla tenace resistenza.
Infatti è ormai risaputo che durante i lunghi voli stagionali per migrare in altri continenti, la rondine possa percorrere anche più di 10.000 km “senza mai toccare terra” perché, cibandosi di insetti in volo, i periodi in cui resta ferma sono quasi inesistenti.
Come afferma il popolare detto “una rondine non fa Primavera” ma è anche vero che il ritorno ciclico di questo uccello migratore dalla coda biforcuta e dallo scuro piumaggio, ha ispirato miti e leggende fin dall’antichità diventando un simbolo religioso e ancora prima un chiaro riferimento dei cicli naturali.
La Rondine: tra mito e leggenda
La rondine si ritrova fin da tempi remotissimi, nei geroglifici degli antichi Egizi in forma di ideogramma laddove fosse stato necessario fare riferimento alla tenacia ma anche al concetto del “passaggio”. La leggenda infatti narra che Iside, la Dea della fertilità, ma anche della guarigione, si trasformasse in rondine per ricongiungersi al defunto marito Osiride e fare da tramite per l’aldilà con le anime dei morti. La rondine trionfa da sempre nella cultura letteraria greca e latina ed è stata ossessivamente studiata e interpretata sia per le abitudini comportamentali che per i propri peculiari tratti anatomici.
Nella mitologia Greca, la rondine era sacra e manifestazione degli Dei Lari, protettori della casa. Non era dunque un caso che i nidi di questi volatili fossero proprio in prossimità delle abitazioni per proteggere dagli influssi negativi chi avesse dimorato in quel luogo. Trovare un nido di rondine sotto il proprio tetto e averne premura, era quindi un segno tangibile di buona sorte.
Se noi osserviamo la corporatura ad ali spiegate della rondine, essa ricorda l’immagine di un’ancora, simbolo di stabilità e vita, come il persistente garrito di questo uccello, sembra essere un invito a restare tenaci nelle sfide che affrontiamo ogni giorno.
È risaputo inoltre che questo volatile ha abitudini che lo legano indissolubilmente al lavoro dell’uomo e ai cicli agrari. Nel Cristianesimo la rondine insieme alla Colomba sono sicuramente i simboli più conosciuti della Pasqua e della Resurrezione di Cristo Redentore.
Mentre il primo volatile attraverso la propria ciclica migrazione è portatore del messaggio di morte e resurrezione, la seconda è l’uccello che spicca il volo per annunciare la salvezza.
Esistono numerose opere d’arte sacra dedicate alle rondini come la “Madonna della Rondine”, della seconda metà del 1400 di Carlo Crivelli.
La Rondine, il Rondone e il Balestruccio
Le Rondini sono uccelli migratori che ritornano ogni anno in Italia in Primavera, come dice anche il detto “San Benedetto, la rondine sotto il tetto” e ripartono verso la fine di settembre.
Sono uccelli da “campagna”, legati profondamente all’uomo anche se ultimamente soprattutto a causa dell’urbanizzazione si possono trovare anche in città prediligendo i porticati o i sottotetti dei palazzi, ed anche per questa ragione negli ultimi anni è aumentata la legislazione relativa alla loro tutela.
I nidi di rondine hanno la caratteristica di avere una forma ad imbuto e sono costituiti da fango e rametti che intrecciati in maniera solida vanno a creare una sicura nicchia dove deporre le uova e successivamente accudire i piccoli. Questi nidi possono trovarsi sotto le grondaie singolarmente ma anche a gruppi, un modo che ha questa specie per tutelarsi dalle minacce provenienti dall’esterno.
I nidi di rondine sono diventati talmente popolari da dare il nome a numerose ricette culinarie a base di pasta all’uovo. Alzando gli occhi al cielo alla ricerca di una rondine o del suo nido, dovremo però stare attenti a non confonderla con il Rondone o il Balestruccio, tre volatili apparentemente molto simili tra loro.
Generalmente il Rondone ha una coda più corta della Rondine e il piumaggio completamente scuro, mentre il Balestruccio è il più piccolo dei tre con una forma della corporatura che ricorda i passerotti ma con il petto bianco come la rondine.
Tutela dei nidi di Rondine
Mentre un tempo la rondine nidificava prevalentemente in campagna, a causa dell’urbanizzazione sempre più nidi di rondine vengono a trovarsi nei sottotetti dei palazzi o in luoghi non consoni alla loro sopravvivenza. Se a tutto ciò sommiamo il fatto che il tasso di mortalità dei piccoli è piuttosto elevato ne possiamo dedurre che ad oggi sia una specie molto tutelata anche dal punto di vista legislativo.
Secondo i dati della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), “negli ultimi 10 anni in Europa la popolazione delle rondini è calata del 40% rispetto al passato”. Ciò è attribuibile a diversi fattori: la carenza dei luoghi idonei alla riproduzione, ma anche il calo degli insetti a causa dei pesticidi. La conservazione degli ecosistemi e della biodiversità è infatti un altro tema di grande attualità nella ricerca della tutela dell’ambiente.
Oggi chi distrugge i nidi di rondine e uccide i piccoli commette un reato penale punibile dalla legge (n.157/92 (art.21) Direttiva europea “Uccelli 2009/147/CE e legge Reg. n30/2015 (art.79), (cod. penale art.544 bis e ter.). I nidi infatti possono essere rimossi esclusivamente in caso di ristrutturazione dei fabbricati ma soltanto se non è in corso la nidificazione. La rondine quindi con il suo ciclo di vita e tutti i significati simbolici che rappresenta ci dimostra ancora una volta quanto le nostre vite siano profondamente interconnesse e quanto il legame tra l’uomo e la natura sia un legame indissolubile e necessario alla sopravvivenza di entrambi.
Prepariamoci così al ritorno della Primavera, con un occhio al cielo e il rispetto per la nostra casa comune chiamata terra.