di Gianni Marmorini – Francesco Guccini salutava il mese di dicembre cantando «nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre». In realtà non sappiamo quando è nato Gesù, ma nei giorni di dicembre gli antichi celebravano la festa del dio sole e la scelta del 25 dicembre voleva significare e indicare che Gesù è il vero sole della vita. Guccini presenta Gesù come tigre, altri preferiscono vedere in lui una consolazione, altri ancora una manifestazione dell’amore di Dio, la sua incarnazione addirittura. Qualunque cosa crediamo mi sembra innegabile che Gesù abbia segnato la storia, almeno quella dell’Occidente e non solo.
Arriviamo a questo Natale profondamente toccati dalla presenza del Covid-19 e di tutto quello che ha scatenato. Ogni giorno i dati dei positivi, dei morti, dei problemi legati al vaccino, al green-pass, agli scontri nelle piazze tra i manifestanti no-vax e la polizia… ma arriviamo ai giorni della festa della vita anche con la storia terribile e vergognosa dell’Afghanistan, con la fiumana di persone abbandonate a se stesse al confine tra la Bielorussia e la Polonia, con i barconi del Mediterraneo che trasportano vivi e morti… vorremmo gridare «pace, per favore, pace».
A che serve che Gesù Cristo continui a nascere se continua a non nascere la pace, la fratellanza fra gli uomini, a che serve la “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” se non c’è la “pace tra gli uomini che Dio ama”?
Io sono un sacerdote e quest’anno me lo chiedo: ha davvero senso celebrare il Natale del Signore?
Sono stanco di quello che succede nelle nostre piazze, sono stanco di aver paura di perdere amicizie perché la pensano diversamente da me sui vaccini, sono stanco di star bene mentre muoiono ancora bambini, donne e anziani di freddo e di fame, sono stanco dell’odio e del rancore seminato così abbondantemente dalle televisioni, dagli opinionisti, dai giornali, basta!
Sono stanco di vedere i rigurgiti del nazismo e del fascismo, così come sono stanco di vedere tanta sofferenza tra i nostri giovani che sprecano nell’alcool, nel fumo e nelle pasticche gli anni dei sogni e della speranza!
Sono stanco di sapere che si continua a bruciare carbone e a tagliare gli alberi, che il mare è pieno di bottiglie di plastica e altro. Sono stanco di accendere la televisione e di sentire che un’altra donna è stata uccisa, lei e i suoi figli, sono stanco…
Forse non esiste una fede che possa cambiare il mondo, ma renderlo migliore? A che serve il Natale se il mondo non se ne accorge?
Diceva Isaia: «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? dice il Signore. Sono sazio… non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso è per me un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli» (Is 1).
Eppure c’è chi non si stanca, di nascere e di rinascere; c’è chi continua a credere nell’uomo e nella donna, c’è chi continua a credere in un mondo migliore; c’è chi non si stanca di sussurrarci: «Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova». È il sussurro di un bambino, il suo vagito, non abbiamo altro …
Vorrei tanto che in questo Natale arrivasse davvero finalmente la tigre, una voce forte su tutte le altre voci, ma la voce di Dio, se c’è, non è neanche quella di un “sussurro di una brezza leggera” come traduce male la CEI, ma quella di “una voce di silenzio sottile” (1Re 19,12): veramente difficile da udire con tutto il chiasso e le grida che ci circondano. Mi piacerebbe tanto che in questo silenzio sottile potessimo percepire che «gli altri siamo noi con un volto diverso date da una diversa storia e da condizionamenti diversi» (A.Maffei).
Forse gli uomini moriranno, ma non morirà mai la speranza. Buon Natale a tutti!
I più letti
Il sussurro di un bambino
