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giovedì, 3 Aprile 2025

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Insieme alle panchine rosse, le panchine vuote e il conto socio-economico

COMUNICATO – Nel Comune degli anziani senza dimora e degli asili senza bambini, dell’erba alta in pieno luglio e dei nuovi campi di plastica al posto dei vecchi campetti in terra disseminati nei rioni e abbandonati agli erboni, nel Comune hollywoodiano delle officine virtuali, dei webinar e degli open day, delle foreste certificate e degli orti botanici urbani, nel Comune della pedalata ecologica, dell’acqua pubblica e della monnezza a lucro delle SpA, dei borghi con le imposte serrate e della denatalità senza freni, insieme alla panchine rosse amorevolmente donate in alcune frazioni – al sole di questa estate infiammata dal pallone e dal fallimento socio-economico della nostra comunità – CI SONO ALTRE PANCHINE CHE SONO RIMASTE VUOTE a testimonianza dell’iconico che cerca di fugare il reale, monumenti alla memoria di un presente per il quale brandiamo grandi parole ma insignificanti gesti quotidiani.

E se fosse invece importante tornare a dare prestigio sociale al ruolo materno, fugare i dubbi e i timori sulla maternità, informare in generale sulle buone pratiche e su tutti gli aiuti economici messi in campo da amministrazioni pubbliche e da privati a sostegno di chi desidera avere figli?

Per far questo sarebbe straordinario che gli enti locali a partire dai Comuni promuovessero, incontri, webinar, momenti comuni di riflessione al fine di diffondere informazioni sulla gestazione, sulle cure da prestare al nascituro e alla donna in stato di gravidanza, sui diritti spettanti alla gestante, sui servizi sanitari e di assistenza presenti sul territorio, sulla legislazione sul lavoro a tutela della madre e del padre.

E se fosse parimenti importante porre mano a progetti sociali inclusivi di aggregazione degli anziani per i due capoluoghi e per le frazioni?

La nostra popolazione della terza età ha bisogno oggi, senza indugi, di presidi garantiti, sostenibili e sicuri, siano questi co-housing, condomini solidali o case di riposo, siano questi privati o a partecipazione comunale. E’ cruciale dare risposta celere e certa sulla ristrutturazione o sulla nuova costruzione di strutture adibite a casa di riposo, valutando la trasformazione per quelle esistenti in servizi per autosufficienti a garanzia del mantenimento degli attuali livelli di assistenza sanitaria sul territorio o promuovendone il progetto e la nuova realizzazione attraverso l’utilizzo di strumenti di finanza.

Lo sviluppo socio-economico, di cui un Sindaco e la sua Giunta sono i primi artefici e responsabili nell’arco temporale del loro mandato, è un processo che cerca di identificare sia i bisogni sociali che quelli economici all’interno di una comunità e di attuare strategie tempestive che rispondano a tali esigenze in modi pratici e nel migliore interesse per la comunità nel lungo periodo. Oltre a inseguire metodi incisivi per stabilizzare l’economia, la domanda di lavoro e quindi il conto demografico, lo sviluppo socio-economico impone la disponibilità di servizi essenziali all’interno di un’area, impone l’esistenza di strutture di assistenza sanitaria e di centri di aggregazione sociale per rendere il paese più desiderabile e ridurre al minimo la possibilità che le persone vadano a cercare gli stessi servizi altrove: in aggiunta, così operando, è possibile auspicare il ritorno di coloro che al tempo si sono allontanati dal comune natio e invogliare l’insediamento di nuovi nuclei di popolazione anche sulla leva di un impulso urbanistico ed edilizio dinamico da perseguire con snellezza e coraggio.

Gli errori che rischiamo di commettere oggi in questo delicato e difficilissimo contesto possono danneggiare la tenuta futura del tessuto economico e sociale del paese, produrre il progressivo impoverimento relazionale e della coesione comunitaria, condurre all’inesorabile abbandono dei piccoli borghi decentrati, dei centri storici e delle frazioni anche per la difficolta finanziaria futura di garantirvi servizi efficaci ed efficienti. Vero è che la storia recente del Comune unico di Pratovecchio Stia ha permesso e sta permettendo la messa a bilancio di ingenti liquidità a fondo perduto che dovevano e dovranno essere impiegate per la coesione territoriale, l’amalgama infrastrutturale e lo sviluppo socio-economico e il cui utilizzo sarà una tantum, irripetibile nella storia: il presente ci guarda in faccia e il futuro è già domani, come Amministratori e come Cittadini, nessuno è escluso.

Patto Comune – Pratovecchio Stia

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