di Francesco Meola – A mesi di distanza dalla sua realizzazione, la rototoria di Rassina lungo la strada regionale n. 71, continua a far discutere.
I lavori, iniziati lo scorso marzo al fine di rallentare e rendere più sicura piazza Mazzini, hanno finito con il diventare oggetto di dibattito tra i residenti nonostante il fine sia oggettivamente più che giustificabile dal momento che il tratto stradale in questione rappresenta da sempre un punto critico della cittadina.
Troppi, infatti, gli incidenti che negli anni hanno visto protagonista l’intersezione tra la principale arteria del paese e il centro cittadino; una situazione nel tempo divenuta decisamente insostenibile al punto da spingere le precedenti amministrazioni alla realizzazione di un sottopasso pedonale che consentisse, almeno ai pedoni, di spostarsi da una parte all’altra della piazza in totale sicurezza. Provvedimento, anche questo, non privo di strascici polemici, soprattutto per i costi di realizzazione, considerati eccessivi rispetto al flusso di persone che ne usufruiscono quotidianamente.
Nonostante la sua presenza, troppe, ancora oggi, le persone che preferiscono attraversare la strada servendosi delle strisce in un punto che, pur trovandosi nel pieno del centro abitato, vede lo sfrecciare continuo di vetture ad ogni ora del giorno e della notte.
La soluzione più logica e probabilmente anche la più efficace, sarebbe stata quella di ripristinare gli autovelox presenti in zona ma, nonostante le sollecitazioni degli scorsi anni, la prefettura non ha concesso al Comune questa possibilità, costringendo agli straordinari le pattuglie mobili della polizia municipale impegnate a fare da deterrente per chi ama premere troppo sull’acceleratore. Burocraticamente parlando impossibile anche la realizzazione di un impianto semaforico ed ecco perché, nel tempo, aveva preso quota l’idea di realizzare una rotatoria con un piccolo spartitraffico centrale (calpestabile da parte dei mezzi pesanti), idea caldeggiata già un paio di anni fa dall’allora assessore ai lavori pubblici, Christian Gambineri.
Peccato, però, che ora che la rotonda in questione è stata finalmente completata, pur apprezzando la bontà del progetto, in tanti contestino il modo in cui sia stata realizzata, lamentando in particolar modo la difficoltà di manovra a danno dei mezzi più ingombranti.
Non va dimenticato, infatti, che la strada in questione rappresenta non soltanto l’unica via di collegamento tra la città capoluogo e l’intera parte alta del Casentino, ma anche una fondamentale arteria di collegamento tra la provincia di Arezzo e l’Emilia Romagna e pertanto capita di continuo di imbattersi in camion e mezzi dediti ai trasporti eccezionali che già devono misurarsi con gli altri limiti strutturali che la strada regionale in questione presenta.
Fortunatamente però, i disagi legati alla rotatoria non dovrebbero durare ancora a lungo dal momento che siamo riusciti ad apprendere, seppure in via ufficiosa, che l’opera deve considerarsi in fase sperimentale ancora per un po’, almeno rispetto alle caratteristiche attuali.
Sembrerebbe, infatti, che l’Aamministrazione stia lavorando alacremente per trovare una soluzione tecnica definitiva che venga incontro alle esigenze di tutti, a cominciare dai più svantaggiati, ossia mezzi pesanti e pedoni.
Per i primi è allo studio una soluzione che renda il più agevole possibile la manovra agli autoarticolati mentre per i secondi si provvederà quanto prima a una riqualificazione del sottopasso esistente che, finalmente, consenta un facile accesso anche ai disabili, oltre che l’effettuazione di lavori che provvedano al miglioramento degli attraversamenti pedonali e dei marciapiedi.
Tutto questo, tra l’altro, in un’ottica più ampia che con il tempo dovrebbe portare al restyling dell’intera piazza sulla cui sicurezza, l’attuale maggioranza, ha sovente criticato i suoi predecessori lamentando una scarsa attenzione.
Che sia la volta buona?
(tratto da CASENTINO2000 | n. 320 | Luglio 2020)