4.3 C
Casentino
venerdì, 4 Aprile 2025

I più letti

La scuola in natura. Ma non per tutti!

di Fiorenzo Rossetti – Un vociare allegro risuona tra i sentieri di boschi e praterie. Le giovani foglie brillano nelle giornate di primavera e accolgono carovane di bambini dai vestiti multicolore e lo zainetto in spalla stracolmo di ogni genere di conforto.

Una delle immagini più emblematiche (ed emozionanti a mio modo di vedere) che si può scorgere nei Parchi nazionali e, in generale di tutte le aree verdi e protette, è quella delle scolaresche in “gita”.

Quella della divulgazione naturalistica, dell’educazione ambientale e (a seconda della preparazione dei funzionari e addetti degli enti Parco) dell’educazione alla sostenibilità, è una delle attività che accomuna tutte le aree naturali protette.

Questo genere di comunicazione, abbinata a sapienti attività educative, è uno strumento molto potente dal punto di vista della prevenzione, per predicare la cultura ambientalista e plasmare future generazioni consapevoli, sensibili e attive.

Quella della comunicazione ed educazione ambientale è una attività non accessoria dei Parchi, ma una attività istituzionale obbligatoria che deve essere svolta tenendo bene a mente il diritto di accesso dei cittadini all’informazione ambientale.

Purtroppo questo diritto rimane ancora troppo spesso teorico e negli ultimi anni, complici spostamenti normativi di governance generati da “mode” politiche, hanno notevolmente aggravato la possibilità di accessibilità dei cittadini.

Possiamo quindi denunciare un grande divario tra gli studenti inseriti in alcuni contesti territoriali e amministrativi che riescono ad accedere a servizi e finanziamenti per svolgere attività educative nel campo ambientale e naturalistico, a discapito di altri, meno fortunati, che non possono o non riescono ad accedere in equale misura.

Uno degli esempi più deleteri in tal senso, che ci fa capire quanto siamo lontani e quanto ci stiamo allontanando dall’accessibilità della informazione e formazione ambientale, è il caso generato da alcune decisioni assunte nel recente passato, in particolare dai Governi Monti e Renzi.

Gli Enti Provincia, prima titolari anche della materia ambientale (inclusa l’accessibilità e il diritto alla educazione ambientale e la gestione di aree protette), hanno visto uno sconvolgimento totale delle funzioni assegnate: la maggior parte delle competenze sono passate alle Regioni, ridisegnando e ridefinendo (a fatica e ancora senza essere arrivati a qualcosa di stabile) la geografia politica e amministrativa di tantissimi servizi dedicati al cittadino e al territorio.

Capita quindi che, ad esempio, lo studente di quarta elementare del territorio provinciale di Forlì-Cesena non abbia le stesse occasioni di accesso ad attività e risorse per svolgere formazione ed educazione in materia naturalistica di quello della provincia di Ravenna.

Il dato è allarmante e i risultati di questo imbarbarimento e desertificazione peseranno nel futuro prossimo di questa società! Personalmente, in primis come genitore, potrei essere davvero disgustato da questa situazione!

Le cause le possiamo trovare in una normativa che non consente di inserire una rappresentanza politica omogenea dei territori negli organi di governo degli Enti e, spesso, le direzioni politiche e amministrative hanno una visione molto legata a taluni ambiti territoriali rispetto ad altri.

Anche gli enti Parco nazionali talvolta soffrono di divisioni e dissapori, generati dal fatto che frequentemente ricadono territorialmente su differenti organizzazioni ammnistrative e in generale hanno dispositivi di rappresentanza politica estremamente localistica.
Facile anche in questo caso vedere territori più premiati in tal senso, con diverse occasioni per il mondo scolastico, rispetto ad altre aree.

Abbiamo visto in questi anni che il nuovo modello organizzativo delle funzioni e dei servizi, almeno per la parte ambientale e naturalistica, non ha funzionato. Consci di questo fallimento, occorre agire in modo tale da riportare i servizi al cittadino, ridefinendo gli assetti ammnistrativi di area vasta che erano assegnati alle Province.

Il ruolo delle Province, ricordiamo, è fondamentale anche nel governo di un Ente Parco Nazionale (vedi Comunità del Parco) e potrebbe essere davvero d’aiuto nel portare (giustamente e per norma) servizi e accessibilità, anche a territori più grandi del semplice perimetro di un Parco.

l Parco delle Foreste Casentinesi, aiuti concretamente lo studente di quarta elementare della provincia di Forlì-Cesena! Sviluppi (e finanzi) adeguate campagne di comunicazione e occasioni di accesso a iniziative di educazione ambientale per studenti ed insegnanti della sua intera Comunità del Parco (ricordo essere composta, oltre che dai Comuni del Parco, anche da 3 Province e 2 Regioni). Il Parco poi operi una politica collaborativa, magari assumendo l’iniziativa e la regia, con le Regioni e gli altri Enti Parco affinché si costituisca una rete dell’educazione alla biodiversità.

Non dormiamo sulle sedie, ma scendiamo sul territorio per capire queste esigenze e agiamo! Ce lo chiede la natura. Ce lo chiedono i nostri ragazzi e ragazze che stanno formando il loro futuro: futuro di tutti noi!

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.