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giovedì, 3 Aprile 2025

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La stazione meteo a corda di Serra

di Terenzio Biondi – Sul ciglio della Via Romea che dal borgo di Serra sale fino al Passo di Serra è comparsa da qualche anno una stazione meteo decisamente particolare, direi unica: la “stazione meteo a corda di Serra”. Lo scopo è ovviamente quello di informare sulle previsioni del tempo i moderni pellegrini (o anche i semplici viandanti, studiosi, turisti…) che si accingono a percorrere, come facevano nel lontano passato i pellegrini che tornavano da Roma, l’antica Via Romea dell’Alpe di Serra.

Previsioni del tempo ottenute – dicono a Serra – con i sistemi di una volta, previsioni che ognuno può avere semplicemente osservando una corda. Una corda? Sì, una corda. Una grossa corda bianchissima che i serrini hanno appesa a un legno proprio sul ciglio del sentiero, con accanto – in bella mostra – le istruzioni relative. È impossibile sbagliare. Devi naturalmente osservare bene la corda, poi toccarla leggermente col pollice e l’indice della tua mano. La corda è secca? È chiarissimo: il tempo è bello. Bello al momento e bello almeno per qualche ora.

Puoi tranquillamente incamminarti per la Via Romea e arrivare fino al Passo di Serra (sono circa quattro chilometri), fare anche una bella bevuta alla vicina Fonte della Bandita e poi tornare con calma a Serra. La corda è bagnata? Ahi ahi! È pioggia sicura. È piovuto qualche ora fa e pioverà senz’altro nelle prossime ore. Dai ascolto alla gente di Serra e non fare il matto! Non ci sono rifugi presso il Passo di Serra e quando piove o grandina per chi si trova nel bosco son dolori: l’acqua che vien giù dal cielo t’inzuppa dalla testa ai piedi (fin la canottiera e le mutande!), per non parlare poi dei tuoni, fulmini e saette… La corda c’è (giacché puoi toccarla) ma è invisibile o quasi? I casi sono due: o hai bevuto un po’ troppo (e allora è meglio che non ti avventuri su per la Via Romea, perché faresti senz’altro qualche bel capitombolo), oppure c’è nebbia.

Se siamo nella tarda mattinata o nel pomeriggio, è possibile che la nebbia duri tutto il giorno, e allora è preferibile non rischiare. Se invece è la prima nebbia del mattino, poco male: è sufficiente aspettare un paio d’ore perché la nebbia si dissolva sotto i raggi del sole, e poi… via!… verso il Passo di Serra.

La corda si muove, quasi ondeggiando? Vuol dire che c’è vento. Se ondeggia lentamente e solo nella parte distale, nessuna paura: è un venticello che renderà ancora più piacevole la tua camminata. Se invece ondeggia tutta e velocemente, occhio!: rischi di tornare a casa con un brutto torcicollo o con un doloroso mal di schiena. La corda è rigida? No, non è quello che pensate, malpensanti! Significa solo che c’è ghiaccio, quindi… attenzione! Gli scivoloni sul ghiaccio sono pericolosi, giacché si rischia poi di ruzzolare giù per la scarpata e la scogliera fino ad arrivare al fosso sottostante.

Lo può testimoniare il sottoscritto, che una decina di anni fa, nel mese di marzo, andò a pesca nel tratto più a monte del Fosso di Serra con la neve alta dieci centimetri e al ritorno scivolò sul selciato ghiacciato all’altezza della Maestà di Serra battendo una tremenda “culata” e riportando una dolorosissima frattura del coccige (che gli impedì di tornare a pesca per ben tre settimane!).

La corda è assente (non si vede né si tocca)? È proprio un bel guaio: vuol dire che l’hanno fregata! Dite che non è possibile? No… no… è possibilissimo: conosco un sacco di persone che non si fidano più delle previsioni meteo televisive e che darebbero chissà cosa per avere una previsione meteo sicura per il fine settimana. E questi sono capaci di tutto, anche di fregare una corda (quando capito a Serra mi voglio informare quante volte è successo).

Un consiglio ai torrentisti che vanno a pesca nel Fosso di Serra e nel piccolo affluente Fosso Magiovanna: guardate sempre accuratamente le previsioni della stazione meteo a corda di Serra, e traetene le debite conseguenze. Evviva l’inventiva (e l’arguzia) del popolo serrino!

(I RACCONTI DEL TORRENTE Storie vere, leggende, incontri… nei torrenti del Casentino è una rubrica a cura di Terenzio Biondi)

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