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sabato, 5 Aprile 2025

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La storia della famiglia Donati

Siamo nel periodo delle vacanze estive, per la gente comune il meritato traguardo dopo un anno di lavoro, per il camionista no, soprattutto per chi trasporta beni di prima necessità come l’acqua minerale di una nota fonte del Casentino. Stiamo parlando di Ivano Donati, conosciuto nell’ambiente come Ivano “Scania” Donati a causa della sua grande passione per la prestigiosa casa svedese, un ragazzo del 1983 che sta dedicando la sua vita alla nostra professione.

Ivano, ti ho definito ragazzo perché purtroppo l’età media nel nostro lavoro si è drammaticamente alzata ed a 40 anni ti puoi ancora definire un giovane autotrasportatore; oltretutto per te questo momento della vita rappresenta una svolta professionale importante, puoi spiegaci perché. «È un sogno che comincia da bambino fare l’autista, affascinato dai bisonti della strada che a miei occhi sembravano irraggiungibili. Ora invece ne ho uno tutto mio che mi permette non solo di limitarmi a fare l’autista, ma anche di curare tutti gli aspetti della professione, dopo aver guidato per anni come dipendente per un’importante azienda casentinese, la Baraclit.»

I tuoi esordi al volante quindi sono stati con il trasporto eccezionale del prefabbricato? «Io vengo da una famiglia di autisti, mio padre e mio nonno lo sono stati ed io posso dire di aver respirato questo ambiente fin da piccolo, naturalmente a 19 anni ho preso la patente ed ho subito cominciato la mia carriera, non solo con i primi camion per il trasporto del cemento, ma anche con le macchine per movimento terra, passando al prefabbricato in cemento armato con cui mi sono specializzato nei trasporti eccezionali, fino ad arrivare al giorno d’oggi con l’autotreno per il trasporto delle acque minerali.»

Tuo nonno Vittorio Donati, un pioniere del trasporto eccezionale in Casentino, parlaci di lui. «È stato uno dei primi, negli anni ‘60 lavorava per l’azienda di Donato Baracchi “Autotrasporti Corsalone” e trasportava le travi per i capannoni prefabbricati della Baraclit, seguire le sue impronte per me è stata una fonte di ispirazione ed il suo esempio mi ha sempre guidato in questo duro lavoro che rispetto ai suoi tempi adesso è molto più confortevole, ma anche molto più stressante.»

Hai scelto una specializzazione complicata, il trasporto eccezionale, in un territorio privo di infrastrutture importanti, che spesso risulta fastidioso per il comune utente della strada. «Oggi più che mai; ai tempi di mio nonno le scorte venivano fatte dalla Polizia Stradale e si poteva viaggiare sena troppi impedimenti, oggi se si parla di sorta tecnica si va incontro ad un mare di burocrazia che rende difficile effettuare un trasporto anche a breve raggio. Molto più traffico ed una strada la nostra che non riesce più a sopperire alle esigenze delle aziende, rendendo tutto più complicato e rischioso.»

L’attuale famiglia Donati; Franco, Ivano, la sorella Elisa ed il piccolo Vittorio

Quindi hai voltato pagina con il tuo autotreno, sempre curato in maniera maniacale, dove notiamo la presenza costante della targa con scritto “Abarth”… E qui arriviamo a tuo babbo Franco, cosa hai ereditato da lui? «Ogni camionista che si rispetti ha un CB ed ogni camionista che si rispetti ha una sua sigla, la mia è “Abarth” come lo era del mio babbo, da cui ho ereditato una grandissima passione per i motori di cui lui conosce ogni segreto meccanico e tecnico, a me invece piace di più farli girare.»

Nonno Vittorio non è l’unico Donati in famiglia, tuo figlio ne ha ereditato il nome, ti auguri per lui un futuro al volante? «Sarebbe la quarta generazione di autisti in famiglia, anche lui respirerà come me questo ambiente ma sarà libero di scegliere ciò che più gli piace, come ho fatto io che, guarda caso, faccio il camionista.»

Curi la professione anche sotto l’aspetto ludico, la tua collezione di modellini di camion a che punto è arrivata? «Ancora siamo all’inizio, ho solo circa 5000 modellini di camion Scania e non, molti dei quali realizzati da me anche in versioni speciali e personalizzate, come quello particolare del centenario Scania colorato in azzurro e rosa, stessi colori che ho voluto anche per la mia auto, tanto per mantenere la tradizione. Ho anche realizzato dei modellini di camion che ho guidato personalmente, uno Scania 450 verde ed un più moderno Scania 580 con tanto di semirimorchio carico di travi in trasporto eccezionale. Oltre ai modellini conservo anche molti gadget a tema e svariate parti meccaniche di camion, un mio piccolo museo.»

La storia della tua famiglia Ivano è emblematica ed è un riferimento per il settore. Persone come tuo nonno ed il tuo babbo, con i sacrifici che hanno fatto, hanno contribuito (e con te stanno contribuendo) allo sviluppo, al mantenimento ed alla crescita economica della nostra vallata. Con questo ti facciamo un grande in bocca al lupo per la nuova fase della tua carriera, ricordando ai lettori che quando nelle calde ed afose giornate si disseteranno con un ottimo bicchiere di acqua casentinese, probabilmente sarai stato tu a consegnarla con il tuo camion, come tanti altri colleghi in tutto il territorio nazionale. Buon Viaggio, buona strada a tutti!

Trasportare il Casentino Storia, cronaca ed attualità dell’autotrasporto di vallata a cura di “Quelli della SS71”

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