di Federica Andretta – Domenica 15 settembre presso l’Anfiteatro Naturale di Parco Martiri della Libertà a Chiusi della Verna si è tenuto lo spettacolo “Buffoni all’inferno” della Compagnia Stivalaccio Teatro di Vicenza. L’evento, a titolo gratuito e rivolto a tutti, era promosso dall’Associazione culturale Noidellescarpediverse attiva dal 1997 nello Spettacolo dal vivo attraverso il teatro comico, il cabaret, spettacoli di teatro di narrazione per tutte le età e progetti di teatro itinerante pensati e realizzati per essere inseriti in contesti storico-ambientalistici. All’iniziativa hanno collaborato inoltre rumorBianc(O) e la Direzione Artistica di Samuele Boncompagni e Chiara Renzi. RumorBianc(O) dal 2007 lavora a livello nazionale producendo spettacoli, organizzando rassegne, festival e guidando laboratori teatrali con l’obiettivo di realizzare eventi in luoghi insoliti e originali e incoraggiare la cultura del teatro con un linguaggio diretto instaurando così una nuova relazione tra il pubblico e gli attori. Abbiamo intervistato Samuele Boncompagni e Chiara Renzi per scoprirne di più.
Chiara e Samuele, come nascono tutte queste collaborazioni? «Le collaborazioni nascono dalla comune visione artistica delle rispettive Associazioni Noidellescarpediverse e rumorBianc(O), entrambe nella promozione culturale attraverso il teatro. La volontà condivisa è di valorizzare il territorio, la cultura e il teatro in contesti unici come l’Anfiteatro Naturale di Chiusi della Verna, realizzato per promuovere i borghi storici. Noidellescarpediverse, con la lunga esperienza nel teatro comico e itinerante oltre ad un rapporto consolidato negli anni con il territorio casentinese, e rumorBianc(O), specializzata nella creazione di eventi teatrali in spazi insoliti, hanno trovano in questa iniziativa un’opportunità per unire le forze e proporre spettacoli di alta qualità che siano accessibili a tutti e a tutte».
Potete parlarci un po’ di voi, del vostro percorso artistico e di che cosa vi siete occupati negli anni? Chiara: «Ci siamo conosciuti durante gli anni universitari e proprio in quel periodo abbiamo fondato una compagnia teatrale, creando insieme i nostri primi spettacoli. Dopo quell’esperienza il mio percorso artistico mi ha portata a lavorare come attrice freelance e, successivamente, per circa dieci anni ho collaborato con il Teatro delle Briciole di Parma, partecipando a tournée sia nazionali che internazionali. Parallelamente, con la mia Associazione rumorBianc(O) ho sviluppato progetti teatrali con un forte focus sulla promozione del teatro contemporaneo in spazi non convenzionali. Dopo un periodo di percorsi separati io e Samuele ci siamo ritrovati e da un paio di anni collaboriamo di nuovo, co-dirigendo progetti artistici che uniscono le nostre esperienze maturate negli anni».
Samuele: «Negli ultimi anni mi sono appassionato al racconto e alla narrazione e dopo aver maturato varie esperienze teatrali ho trovato molto interessante dar voce a luoghi storici, borghi e spazi naturali e con la mia Associazione portiamo avanti tante iniziative che rispondono a questa esigenza: il teatro fuori dai teatri».
“Buffoni all’inferno” è stato preceduto dall’inaugurazione dell’Anfiteatro Naturale, realizzato dal Comune di Chiusi della Verna con i fondi del PNRR al fine di valorizzare i borghi storici diventando così un punto di riferimento per le attività culturali del paese. Quando e come nasce questo progetto di rivalutazione territoriale? «Il progetto di rivalutazione territoriale attraverso la realizzazione dell’Anfiteatro Naturale nasce con l’obiettivo di valorizzare il borgo storico di Chiusi della Verna, con il sostegno del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L’inaugurazione dell’anfiteatro segna l’inizio di un programma triennale che mira a promuovere le bellezze naturali e culturali del Casentino, creando un punto di riferimento per le attività artistiche e culturali locali con uno sguardo alle eccellenze artistiche nazionali».
“Buffoni all’inferno” è stato interpretato dagli attori professionisti Matteo Cremon, Michele Mori e Stefano Rota dello Stivalaccio Teatro di Vicenza che dal 2007 si occupa di teatro popolare, Commedia dell’Arte, teatro ragazzi e arte di strada. Questa produzione, scritta e diretta da Marco Zoppello riprende in mano l’antica arte del buffone per inscenare una specie di “decamerone” che porta nelle profondità dell’inferno tra personaggi bizzarri, travestimenti buffi, poesie stravaganti, maschere demoniache, novelle e improvvisazioni. Come mai questa passione per la Commedia dell’Arte e come avete conosciuto la Compagnia Stivalaccio Teatro di Vicenza? «La passione per la Commedia dell’Arte nasce dal suo profondo legame con la tradizione popolare e dalla sua capacità unica di comunicare direttamente con il pubblico. Questo genere teatrale permette di unire leggerezza e profondità, coinvolgendo gli spettatori e le spettatrici in modo immediato e autentico. La collaborazione con la Compagnia Stivalaccio Teatro è nata dalla reciproca stima artistica e dalla condivisione di un comune obiettivo: proporre spettacoli che fondano la comicità su un altissimo livello espressivo e teatrale. Stivalaccio Teatro è una realtà di spicco a livello internazionale per il suo lavoro nel teatro popolare e la loro visione coincide perfettamente con la nostra idea di portare sul palco un teatro che sappia divertire ma anche far riflettere e creare un forte legame con il pubblico».
Dopo lo spettacolo e una merenda con prodotti a km 0 è stata proposta la presentazione del videopodcast “Le Favole Del Cibo”, realizzato da Noidellescarpediverse con la voce narrante di Lenny Graziani insieme ai bambini della scuola primaria di Corezzo e del Corsalone; un viaggio culturale e gastronomico alla scoperta della storia e delle origini di piatti e ingredienti del nostro Casentino. Com’è stato realizzato il podcast? «Il podcast “Favole del Cibo” è stato realizzato con il coinvolgimento dei bambini delle scuole primarie di Corezzo e Corsalone sotto la guida di Samuele Boncompagni. Il progetto, curato dalla cooperativa Connessioni, esplora le radici storiche e culturali dei piatti tradizionali del Casentino, come il tortello alla lastra e la castagna. Il videopodcast accompagna gli ascoltatori in un viaggio tra racconti gastronomici che rivelano l’importanza dei prodotti locali nella vita del territorio».
Questo spettacolo rappresenta dunque la prima tappa di un progetto della durata di tre anni denominato “AnfiTeatro Naturalis” che continuerà la prossima estate con un festival e che terminerà a luglio 2026. In questo periodo verranno proposte undici iniziative culturali tra spettacoli di nuova drammaturgia con compagnie professionistiche nazionali, produzioni pensate e realizzate per essere inserite in un determinato luogo o ambiente (nel nostro caso Chiusi della Verna), laboratori teatrali, seminari, dibattiti e iniziative artistiche per coinvolgere la comunità locale e incentivare altresì le bellezze naturali, storiche, culturali e paesaggistiche del Casentino. Di queste iniziative in ballo c’è già qualche titolo, si possono già contare dei nomi o è ancora tutto un work in progress? «Il progetto “AnfiTeatro Naturalis” è in parte un work in progress che durerà almeno fino a giugno 2026 e con buone prospettive future. Come direzione artistica possiamo già confermare che il festival previsto per l’estate 2025 e le azioni culturali includeranno spettacoli di nuova drammaturgia, laboratori, workshop e produzioni site-specific. Anche se i dettagli specifici devono ancora essere rivelati, il focus sarà sempre sulla connessione tra teatro, natura e comunità: Chiusi della Verna è un luogo ricco di storia, di storie ed è conosciuto in tutta Italia e oltre, noi porteremo un po’ di magia teatrale».
Altri progetti per il futuro? «Con le nostre rispettive Associazioni io e Samuele siamo impegnati nel portare avanti progetti che mirano a esplorare sempre più a fondo l’integrazione tra teatro e territorio. Il nostro obiettivo è quello di trasformare l’arte in una forza capace di incidere sulle comunità locali, rendendo il teatro non solo una forma di intrattenimento ma anche un potente strumento di rigenerazione culturale e sociale. Attraverso l’utilizzo di spazi non convenzionali, come borghi, musei e parchi naturali, puntiamo a creare esperienze immersive e coinvolgenti che possano lasciare un impatto duraturo sui territori in cui operiamo. Oltre al progetto “AnfiTeatro Naturalis”, che prevede una serie di spettacoli e attività culturali nell’Anfiteatro Naturale di Chiusi della Verna, siamo già al lavoro sulla seconda edizione di «Racconta la casa museo» che prenderà avvio il 12 ottobre presso la Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo. Il nostro intento è di continuare a innovare il linguaggio teatrale, creando esperienze che non solo coinvolgano gli spettatori ma che li rendano parte attiva del processo artistico e culturale».