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giovedì, 3 Aprile 2025

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Lasagne, anche d’estate in Casentino è il piatto della domenica

L’estate è la stagione delle verdure, negli orti si trovano ogni tipo di vegetali, colori e sapori infiniti, da gustare sia crudi che cotti. È la stagione delle conserve, marmellate e preparazioni da riporre per i freddi inverni. Oggi troviamo tutti i prodotti della terra tutto l’anno, ma i vegetali di stagione hanno un sapore diverso, portano dentro l’energia del sole, e al contempo regalano piatti caldi o freddi per pranzi e cene estivi insieme ad amici e parenti.

Il piatto di questo mese è una sintesi di alcune tra le varietà più coltivate, arricchito dalle tradizionali proteine nobili di cui la nostra cucina fa largo utilizzo. Resta la magia di raccogliere nei nostri orti il frutto di un lavoro che una volta era esclusivo dei nonni e che oggi sta contagiando anche tanti giovani, regalandoci sapori e profumi che rischiavano di perdersi.

Se non disponete di terra potete comunque allevare alcune piante in vaso così da godere della generosità della natura, che quando è curata con passione e amore diventa generosissima ripagandoci delle nostre fatiche.

LASAGNE ESTIVE Ingredienti una zucchina di medie dimensioni una melanzana media dieci fiori di zucca una patata un pomodoro cuore di bue 1 lt di besciamelle 350 gr di manzo macinato 150 gr maiale macinato 100 gr Parmigiano 250 gr mozzarella 1 spicchio d’aglio rosmarino salvia e origano q.b. Sale e pepe q.b. Olio evo q.b.

Preparazione Il piatto non è difficile ma è un po’ elaborato. Necessita di materie prime freschissime ed è una variante sfiziosa della più famosa parmigiana. Preparate le verdure in fette sottili e mettetele divise su un piatto. In una insalatiera mettete la carne, aggiungete la mozzarella sbriciolata, metà parmigiano e abbondante olio Evo. L’aglio passato allo spremi aglio, il sale il pepe e le erbe aromatiche tritate finemente; impastate e quando il composto è omogeneo ponetelo tra due fogli di carta forno e con un mattarello fatene uno strato sottile. A questo punto si passa all’assemblaggio: in una pirofila o teglia con bordi alti mettere un cucchiaio di besciamella sul fondo e poi disporre nel primo strato le patate affettate, un po’ di besciamelle, uno strato di carne e ancora besciamelle, adagiate le melanzane, la carne e ancora besciamelle, continuate con pomodori e fiori di zucca carne e besciamelle. Ultimo strato con altre zucchine cosparse con la besciamella rimasta e spolverate col restante parmigiano. Ad ogni strato aggiungete un filo d’olio EVO. Mettete in forno a 180 gr per circa 40 minuti, ultimi 5 minuti di grill e servite dopo aver fatto riposare almeno mezz’ora.

VINO CONSIGLIATO Barbera d’Asti Superiore DOCG Dedica 2020 Cascina Gilli In estate l’orto è una fonte inesauribile di sapori e profumi e spesso si hanno produzioni esuberanti di molte varietà che necessitano di pazienti elaborazioni, ma questo in un periodo feriale può non essere un problema. In questo caso non importa la qualità dei vari vegetali quanto la loro freschezza, qui conta il gusto dello chef ma più quello dell’ortolano che pianta varietà a lui gradite. Il piatto del mese è un po’ elaborato, forse più adatto a serate autunnali, ma le verdure d’estate sono un’altra cosa e non possiamo farci scappare l’occasione di gustarle al meglio. Il piatto è molto bilanciato anche dal punto di vista nutrizionale e una porzione può sostituire un intero pranzo, così che la sua opulenza risulti meno difficoltosa per la digestione.

Il vino scelto è uno che ha una storia e credenza di seconda fascia, da osteria, semplice e per grandi bevitori, ma come sempre l’enologia ci ha abituato ad abbattere tanti muri e distruggere alcuni miti. Oggi questo vitigno, che nell’astigiano raggiunge la massima espressività, regala vini di grande piacevolezza che nulla hanno da invidiare ai più costosi e blasonati rossi. Cascina Gilli, fondata dall’intuizione di Gianni Vergnano nel 1983, oggi condotta dal figlio Paolo coadiuvato da una squadra giovane e affiatata, regala vini interessanti che fin da subito hanno intrapreso la via della qualità e la ricerca del continuo miglioramento. Il rosso rubino impenetrabile e lucente apre a sentori di mora e piccoli frutti rossi e scuri con floreale di rosa macerata che passano il testimone a note balsamiche con spezie eleganti fra cui spiccano eucalipto e chiodi di garofano.

In bocca l’equilibrio tra la travolgente freschezza imbrigliata dalla morbidezza dona un sorso elegante e piacevole. Ottimo l’abbinamento. Un vino dalle caratteristiche giovani e vivaci, di un’azienda ancora in evoluzione che cresce costantemente, una storia di una famiglia italiana, un sogno realizzato con fatica e un pizzico di follia, portato avanti dai figli come fosse un blasone nobiliare, si, perché i sogni, quelli veri, travalicano lo spazio e il tempo. La viticoltura poi non è una storia fuggevole, non è un amplesso carnale di una notte d’estate, è dedizione e amore profondo che affonda le proprie radici nella terra degli avi per donare un gioiello abbozzato ai figli e ai nipoti affinché si realizzi in un’opera d’arte.

Il vino è un’opera unica proprio perché per realizzarsi ha bisogno di essere “distrutto” è un dipinto che va bevuto e che per tanto diventa parte del tuo essere, è arte che plasma non solo l’artista che lo crea, quanto lo spettatore che se ne nutre. Se passate dalle parti di Castelnuovo Don Bosco, fermatevi per un sorso di pura arte contadina, se preferite condividere con amici e parenti mi raccomando come sempre moderazione per la vostra e altrui salute. Pericla timidus etiam quae non sunt videt.

(COSA BOLLE IN PENTOLA e MONDOVINO sono due rubriche curate da Anselmo Fantoni)

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