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venerdì, 4 Aprile 2025

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Le Camaldolesi a Poppi

di Denise Pantuso – Nel Monastero della SS. Trinità di Poppi vive oggi una comunità internazionale di Monache Camaldolesi. Nel 1911, su invito dell’allora Vescovo Volpi, le Camaldolesi subentrarono alle Agostiniane, di cui era rimasta una piccola comunità di anziane. Le Agostiniane erano state presenti fin dalle origini, quando il Monastero fu costruito tra il 1563 e il 1565 con le donazioni della nobildonna di Poppi Dianora Paolozzi, desiderosa di entrare nella vita religiosa.

Nel XVI° secolo per il nuovo Monastero fu scelto l’attuale sito posto accanto alla Chiesa intitolata alla SS. Annunziata, di cui sono oggi apprezzabili diverse opere, tra cui una Pietà in terracotta invetriata, posta sopra il portale di ingresso, di Della Robbia; un presepe in terracotta invetriata policroma di Benedetto Buglioni, della scuola di Della Robbia, nell’altare di sinistra del transetto; un crocifisso ligneo del 1580-1590 di Taddeo Curradi e tre pale del Morandini, detto il Poppi, raffiguranti una bellissima Annunciazione, S. Agostino e S. Silvestro papa, tutte della fine del Cinquecento. Le pale del Morandini tra l’altro sono state restaurate da poco, recuperando così molto della loro antica bellezza.

Venendo ai nostri giorni, gli ultimi dieci anni hanno visto un importante cambiamento nella vita della comunità, passata dalla clausura papale a quella costituzionale, in linea con la scelta operata da molte comunità Camaldolesi femminili dopo il Concilio Vaticano II.
L’inserimento di Monache provenienti da altri monasteri Camaldolesi, a supporto della comunità già presente, ha inoltre permesso di portare nuova linfa ed entusiasmo alla vita monastica a Poppi.

Concretamente questo significa che la comunità si è aperta all’esterno, favorendo l’accoglienza nella foresteria del monastero, come si può trovare spiegato anche nel sito www.camaldolesidipoppi.it, in cui si possono trovare materiali e informazioni sulla vita monastica a Poppi.

La vita monastica camaldolese femminile sta attraversando un periodo di rinnovamento, anche attraverso il recupero di alcuni aspetti della spiritualità romualdino-camaldolese che la ispira, quale la dimensione eremitica, messa in sordina da tanti secoli di clausura, e che ora invece torna a farsi sentire come un’esigenza costitutiva del carisma originario. Molte sono inoltre le richieste provenienti da donne, laiche ma anche religiose di altri ordini, di poter compiere un cammino eremitico, per cui dalla comunità ci si aspetta accompagnamento e formazione, per tradurre in termini contemporanei questo anelito tipicamente monastico, a cui bisogna saper rispondere con audacia e sapienza.

Anche la formazione delle candidate e delle professe riceve sempre più attenzione, nella consapevolezza dell’importanza, sia per la Chiesa che per la società, che le donne, e tanto più le Monache, abbiano gli strumenti per rispondere con consapevolezza e significatività alla loro chiamata alla vita monastica oggi.
Per questo motivo gli studi di teologia e l’aggiornamento permanente sono considerati imprescindibili per il cammino di una Monaca.

Il Monastero di Poppi è anche ricco di una piccola ma interessante biblioteca, da poco entrata in rete con le Biblioteche della Cei (beweb.chiesacattolica.it), di cui si sta facendo la catalogazione, e che si sta espandendo in termini di numero di volumi.
Tra i suoi aspetti peculiari vi è una sezione dedicata al monachesimo femminile e al ruolo della donna nella Chiesa, inoltre si propone come sede per la conservazione degli Archivi storici anche di altri monasteri Camaldolesi.

Infine rimane da sottolineare un altro importante elemento della vita delle monache di Poppi, ovvero il rapporto di fraterna collaborazione e stima reciproca coltivato con i monaci dei vicini Monastero ed Eremo di Camaldoli, nell’alveo di una comune sensibilità spirituale e nell’ottica di una condivisa speranza di vitalità e crescita della vita monastica in questa epoca storica di grandi cambiamenti a tutti i livelli.

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