Oggi vi raccontiamo una storia bellissima che ha tutto il sapore di una favola a lieto fine.
Protagonista è il nostro Palmiro. Lo conoscete già, in sette anni abbiamo scritto fiumi di parole su di lui. Per descrivere quelle paure che lo rendevano schivo, evitante, sfuggente perfino agli sguardi; per sottolineare i piccoli progressi e le grandi conquiste: la prima passeggiata al guinzaglio, i tuffi spensierati in piscina, l’interesse nascente verso le sue volontarie del cuore. Piano piano Palmiro è uscito da quella bolla in cui si sentiva sicuro e protetto, benché imprigionato, e si è messo in gioco. Sempre timoroso, ma non più fobico. Sempre guardingo ma non più sopraffatto da paure incontrollabili e paralizzanti. Dopo anni era davvero possibile pensare ad una casa per lui. Ma la cattiva sorte era in agguato.
Una mattina lo troviamo immobile, poi inizia a trascinare le zampe posteriori completamente insensibili: “paraplegia insorta in maniera acuta” recita il referto, mentre Tac e risonanza magnetica non sono troppo incoraggianti. Ci casca il mondo addosso. Il nostro Palmiro… 11 anni, da sempre in canile, timoroso. Ed ora arrivano beffardi i problemi di salute: possibilità di adozione quasi azzerate!
Avete presente quando nelle fiabe il protagonista è nella disperazione più completa ed improvvisamente compare un aiutante inaspettato? Ecco, è proprio a questo punto che entrano in gioco Donatella e Sergio.
Raccontaci, Donatella…
«Anni fa avevo adottato da voi Gilda, una cagnolina trovata quasi morente nella cava di Soci. Era anzianissima e con gravi problemi di salute ma abbiamo trascorso insieme due anni meravigliosi. Un anno e 10 mesi, per l’esattezza. Ancora soffro per la sua perdita, è stata una compagna speciale. Tempo fa sono passata davanti alla bacheca che esponete alla Coop e sono rimasta colpita dalla foto di Palmiro: stessi colori di Gilda, stesso sguardo buono…»
E così hai deciso di venire in canile…
«Sì, e ho chiesto subito di Palmiro. Silvia, la volontaria che ho trovato, mi ha subito detto che purtroppo nei giorni precedenti aveva avuto un grave problema, mi ha spiegato che stava recuperando un po’ la mobilità grazie ad una cura ma che non c’erano certezze per il futuro»
Non ti sei scoraggiata? Non hai chiesto di vedere altri cani?
«Assolutamente no. Io sono partita da casa con l’idea di accogliere un cane particolarmente bisognoso, uno di quelli che nessuno vuole. Per caso, in canile, ho poi scoperto che proprio Palmiro aveva bisogno più degli altri di una famiglia. Il mio primo cane è stato un adorabile cucciolo ma dopo Gilda, io e mio marito Sergio, abbiamo deciso che avremmo accolto solo creature anziane o particolarmente bisognose. Vedere Gilda rinascere a nuova vita ci ha fatto cambiare prospettiva.»
Ma andiamo per gradi, raccontaci il primo incontro con Palmiro?
«E’ stato a casa di Silvia, lui era lì perché, visti i problemi di salute, non poteva stare al freddo e all’umido in canile. Ci siamo piaciuti a vicenda, non era neanche particolarmente intimorito nonostante fossimo perfetti estranei. Siamo andati diverse volte a trovarlo, come ci ha consigliato l’educatrice. Ci siamo conosciuti pian piano finché è arrivato il momento di andare a casa insieme.»
Come sono andati i primi giorni?
«I primi giorni era un po’ disorientato soprattutto in giardino: sentiva rumori nuovi, si agitava e rientrava subito in casa. Tra le mura domestiche è più tranquillo. Dorme nel suo cuscinone azzurro, mangia con gusto. Adesso è con noi da un mese. Ha fatto dei progressi incredibili. Scodinzola quando entriamo, cerca le coccole e ha imparato a riconoscere il rumore della nostra macchina! E’ un golosone! Appena ha preso confidenza con il nuovo ambiente l’ho beccato a rubare del cibo! A parte questa simpatica vocazione da ladro è bravissimo: non fa bisogni in casa, non fa danni, è educatissimo. Sembra quasi abituato alla vita domestica ma so che non è così, è stato ben 7 anni in canile!»
In canile aveva fatto dei progressi ma non mi sarei aspettata un adattamento così rapido.
«Sì, ha fatto in fretta sia ad apprendere i nuovi ritmi che a fidarsi di noi. Le prime volte che si è avvicinato per cercare carezze ci ha emozionati! Ha ancora molta paura delle passeggiate in luoghi più movimentati. Allora, il pomeriggio, io e Sergio lo facciamo salire in macchina e lo portiamo a camminare in zone di campagna isolate e silenziose. Lì è felice! E anche in macchina va volentieri. Non sarà mai un cane espansivo con tutti o in grado di affrontare situazioni stressanti ma può avere una vita serena, con qualche accorgimento.»
Hai adottato un cane anziano, timoroso e con una paraplegia che può ripresentarsi. Non è una cosa da poco…
«Se un giorno si “bloccherà” di nuovo e in maniera definitiva c’è sempre la possibilità di un carrellino. In canile è un piuttosto problematico gestire un cane infermo ma in casa è possibile. Vedremo… Io so solo che Palmiro è adorabile e che si meritava un’opportunità.»
Donatella e Sergio non amano i ringraziamenti e tantomeno sentirsi dire “bravi”. Basti dire, allora, che – come diceva Calvino – le fiabe sono vere.
Canile intercomunale di San Piero in Frassino http://canilicasentino.blogspot.com
Per info: 347.5421554 – orario di apertura al pubblico: Sab. e Dom. dalle 10,00 alle 12.00