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venerdì, 4 Aprile 2025

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Lo sviluppo psicomotorio. Dal terzo al sesto mese: Parlami ancora… parlami sempre

di Antonella Oddone – In questa fase il controllo della testa è ormai stabile e anche il controllo del tronco ha fatto passi da gigante; il bambino ha scoperto le sue mani, ci gioca, le porta alla bocca, inizia ad afferrare e mette tutto in bocca: siamo nella cosiddetta fase orale e questo è il modo di fare conoscenza con il mondo degli oggetti. Il bambino vocalizza, compaiono i primi bisillabi, si gira in risposta al suo nome e, avvicinandosi ai sei mesi, la comprensione del linguaggio è pressoché completa. Sorride in risposta a volti conosciuti e ride a garganella. Essendo oggetto d’amore impara ad amare: si rannicchia in braccio alle persone di cui si fida e le abbraccia a sua volta. Al sesto mese iniziano esperienze nuove di alimentazione (svezzamento) ed è in corso il processo di individuazione-separazione (cioè la percezione di sé come individuo, separato dalla madre), cosa che può provocare qualche difficoltà nel sonno (il bambino, durante i fisiologici risvegli notturni, non si riaddormenta da solo ma cerca il conforto della mamma).

Quali sono le attrezzature utili in questa fase? Naturalmente il passeggino, attrezzato con l’impermeabile trasparente per esplorare il mondo anche quando piove. Lo zaino dal sesto mese, quando il marsupio comincia ad andare stretto: è un piacere vedere giovani coppie in escursione con il loro piccino curioso e al sicuro nello zaino trasportato dal babbo! Il box è una spesa innocua ma poco utile: sarà utilizzato pochissimo e finirà come punto di raccolta dei vari giochi. Il tappetino è molto colorato e allegro ma troppo limitato.

Conviene approntare, invece di un piccolo spazio, non dico una casa (anche se dovremmo considerare seriamente questa opzione,) ma almeno una stanza a misura di bambino: paraspigoli negli angoli più acuti, copri-prese, un bel tappeto grande dove il bambino possa iniziare a muoversi strisciando (si può costruire economicamente utilizzando una tovaglia plastificata con la parte felpata rivolta in alto per attutire le inevitabili prime cadute). La palestrina va utilizzata per brevi periodi perché monotona e ripetitiva: i giochi più importanti siamo sempre noi, le nostre coccole, la nostra voce. Il bambino ha bisogno di specchiarsi nei nostri occhi per sviluppare la rete dei neuroni specchio, responsabili dello sviluppo dell’empatia ed essenziali per l’apprendimento. Ed ha bisogno di sentire la nostra voce, con tutte le inflessioni emotive, per conoscere il mondo e le emozioni.

Non mi stanco di ripetere che il telefonino e la televisione sono proibiti almeno fino ai due, meglio tre, anni! Da quando il bambino comincia ad essere padrone delle proprie mani possiamo iniziare ad offrire giochi da afferrare, da tenere in mano e far suonare, da mettere in bocca. E finalmente il libro! I libri di stoffa da “assaggiare” vanno benissimo fin dal terzo mese, come quelli con superfici varie da toccare ed esplorare, ma dal sesto mese si può proporre il libro vero, quello di carta. Sarà di misure giuste, piccolo, in modo che il bambino possa rigirarlo tra le manine, e cartonato, per resistere agli strappi. Il primo libro da regalare è quello con le facce, ovvero ogni pagina del libro contiene un’espressione di bambino: il bimbo che ride, quello che piange, quello che si meraviglia, che si annoia e così via. Il bambino è programmato per essere attratto dal volto umano e potrà “leggere” il libro insieme alla mamma e al babbo che imbastiranno una storia su ogni pagina: sarà naturale anche parlare delle emozioni stampate in ogni piccolo volto e rappresentate in ogni pagina, e prendere familiarità anche con quelle, come la rabbia e la tristezza, che più spaventano il bambino. Nella prossima puntata parleremo dell’importanza fondamentale della lettura precoce in famiglia.

DOTT.SSA ANTONELLA ODDONE Medico pediatra

(Rubrica ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società)

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