9.1 C
Casentino
domenica, 6 Aprile 2025

I più letti

Pappardelle al sugo d’ocio

di Lara Vannini – La ricetta tradizionale e molto popolare che vi proponiamo oggi è stata realizzata da Rosa Mellini, in cucina a Dama.

Quanto contano i piatti della tradizione?
«Ogni territorio ha le sue tradizioni culinarie ed è molto importante tramandarle alle nuove generazioni. Oggi in ogni periodo dell’anno possiamo andare al supermercato e comprare tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ma un tempo il cibo era legato alle stagioni e alle ritualità. Ricordo da bambina come la Pasqua fosse il tempo della Panina o come nei pranzi comuni della battitura fossero gli umidi e gli arrosti di carne a fare da padroni, specialmente la carne di coniglio, pollo, anatra e ocio».

Quindi l’alimentazione si basava sull’allevamento degli animali da cortile?
«Certo. Il manzo era una rarità perché andava acquistato in macelleria e il brodo di carne spesso veniva dato solo a chi era malato. I soldi erano pochi e bisognava decidere bene come spenderli. Gli animali da cortile invece erano presenti in quasi tutte le abitazioni e per questo più facili da reperire e più convenienti. Con gli animali si creava anche un feeling affettivo. Ricordo che la mia nonna aveva dato un nome a ciascuna gallina che possedeva. Il giorno le galline erano libere di uscire dal pollaio e andare in giro per il paese. Non era difficile trovare lungo le strade sterrate polli e galline che svolazzavano liberamente. La sera, come per magia, ogni gallina tornava al suo pollaio e non c’era paura di scambiarle anche se a volte potevano essere rubate. L’importante era assicurarsi che il pollaio fosse chiuso perché la volpe stava sempre in agguato».

Un piatto del passato da cucinare con piacere.
«D’inverno senza dubbio amo fare la minestra di pane o ribollita. Il sapore del cavolo mi ricorda le rigide serate invernali riscaldate dal grande camino. Trovo inoltre che il pane del Casentino sia l’ideale per dare alla ribollita il giusto sapore e la giusta consistenza. D’estate sulla mia tavola non manca mai la panzanella».

Cosa significava il pane per un contadino del passato?
«Il pane è ancora oggi un alimento dal forte valore simbolico. Fin da piccola mi hanno insegnato quanto fosse importante un buon raccolto e quindi avere la farina necessaria per fare il pane tutto l’anno. Un cattivo raccolto era sinonimo di miseria perché le famiglie erano molto numerose e le bocche da sfamare erano tante. Il contadino facendo lavori di fatica aveva bisogno di nutrirsi e il pane era un alimento fondamentale nella dieta di tutti i giorni. Ancora oggi cerco di non sprecarlo e di non capovolgerlo quando è in tavola perché si dice porti sfortuna e non sia segno di rispetto per il divino che ci ha fatto la grazia di poterlo mangiare. Un’altra curiosa usanza delle nostre preziose tradizioni casentinesi».

 

 

Pappardelle al sugo d’ocio

Ingredienti per 6 persone
480 gr di pappardelle
1 ocio
1 carota, 1 sedano, 1 cipolla
erbe aromatiche (salvia, rosmarino 1 rametto)
olio extravergine d’oliva
passata di pomodoro 1 litro
1 bicchiere di vino rosso
sale q.b.
pepe q.b

Preparazione
Pulite l’ocio, spellatelo, disossatelo, fatelo a pezzetti e toglietegli il grasso che metterete da una parte. Tritate una parte dell’animale nel tritacarne. Nel frattempo in una padella antiaderente fate rosolare con un po’ d’olio il battuto unendo: carota, cipolla, sedano, salvia e rosmarino. Quando il battuto sarà ben rosolato, aggiungete il grasso dell’ocio e dopo piano piano avendo ben cura di mescolare, aggiungete il restante della carne e la parte che avete macinato precedentemente. Cuocete fino a quando la carne non avrà preso colore quindi sfumate con il bicchiere di vino rosso, salate e aggiungete la passata di pomodoro avendo cura che il tegame non si asciughi. Assaggiate nuovamente per regolare il sale quindi coprite il tegame per circa tre ore e fate cuocere a fiamma lenta. Alla fine della cottura del sugo, cuocete le pappardelle e conditele con il sugo ancora caldo.

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.