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venerdì, 4 Aprile 2025

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Pronto Soccorso: allarme rosso!

di Mauro Meschini – Ci stiamo arrivando davvero! Nonostante i proclami, le inaugurazioni, le riunioni congiunte, i comunicati stampa rassicuranti, le tante decine di migliaia di euro spese per restyling mirabolanti, il Pronto Soccorso di Bibbiena non esiste più.

Stanno succedendo cose che purtroppo ci confermano questa allarmante situazione. Ci sono medici che sono stati costretti a lavorare con la febbre alta pur di garantire il minimo di personale necessario; ci sono altri medici che si prestano per fare ore di volontariato e dare una mano ai colleghi; ci sono donne in stato di gravidanza che hanno telefonato al 118 e a cui, prima è stato detto al telefono che non era possibile inviare un’ambulanza perché non era disponibile, poi che anche l’auto medica non poteva essere utilizzata perché non c’erano medici e che quindi era meglio se potevano raggiungere l’ospedale autonomamente. Purtroppo però una volta arrivati, essendo fuori orario di servizio, non hanno trovato il ginecologo, che – ricordiamo a tutti –  quando era attivo il Punto Nascita era sempre presente.

Tutto il labile equilibrio del Pronto Soccorso, si regge ormai solo sulla buona volontà di pochi medici e infermieri, costretti a lavorare in condizioni difficili e precarie.

Quello che abbiamo raccontato sopra temiamo sia solo una parte di quello che sta vivendo un servizio fondamentale per la nostra vallata, è un drammatico punto di arrivo di una deriva di cui da tempo questo giornale denuncia il tragico esito finale.

Non veniteci a dire che è una situazione comune ad altre realtà e che è colpa della carenza di medici e infermieri. Questa situazione non è una maledizione del cielo, ma è stata creata da scelte assurde portate avanti da anni e che puntavano, e puntano, a depotenziare la sanità pubblica.

Le scelte della Regione, del massimo rappresentante della politica casentinese in quel contesto e dei sindaci che si sono via via avvicendati alla guida dei comuni casentinesi, ci hanno portato a questo punto!

Ora vi chiediamo di assumervi le vostre responsabilità!

Se aveste solo un briciolo di dignità quello che vi rimarrebbe da fare è dimettervi e riconsegnare le vostre fasce tricolore al governatore Giani che sta, con la sua attuale maggioranza, terminando il lavoro iniziato da altri.

Il Casentino evidentemente non deve esistere più. La perdita di migliaia di residenti nell’ultimo decennio non è un aspetto a cui porre rimedio, è solo l’inizio di un esodo a cui tutti saremo costretti perché pensare di ricostruire un contesto sociale ed economico senza fare affidamento su un ospedale e servizi sanitari degni di questo nome è impossibile.

Sta iniziando l’estate, già si pensa alle sagre e alle feste che richiameranno migliaia di persone, come sarà possibile garantire anche a loro la necessaria sicurezza? Non è allarmismo fare presente che oggettivamente esistono condizioni di rischio, e nel malaugurato caso succeda qualcosa di grave, chi dovremmo chiamare in causa?

In una realtà in cui la dialettica politica è azzerata con assemblee elettive assolutamente ininfluenti, maggioranze arroganti e presunte opposizioni anch’esse assenti e silenti, l’unica speranza è che ci sia un sussulto da parte delle donne e degli uomini che vivono e sono realmente legati a questo territorio. Ci sono realtà che crediamo potrebbero e dovrebbero alzare la voce. Noi, affrontando anche pesanti attacchi, lo abbiamo sempre fatto e vogliamo continuare a farlo e stiamo già cercando di capire se ci sono le condizioni per convocare momenti di confronto o una grande manifestazione, simile a quella del novembre 2016.

Il tempo è scaduto. Ripetiamo quello che abbiamo gridato da una nostra copertina ormai molti anni fa: sveglia!!!

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