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venerdì, 4 Aprile 2025

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Romena, a braccia aperte

di Lara Vannini – Collocata su una preesistente Chiesa romana, in un tripudio di arcate absidali, monumentale ed interamente in pietra, la Pieve di Romena ormai da quasi 900 anni, si staglia possente nel cuore della campagna alto casentinese, e oltre che per il proprio fascino e l’indiscussa bellezza, oggi si pone come luogo privilegiato di cultura e spiritualità.

Ieri come nel passato questo luogo è “rifugio per i pellegrini” che forse nel tempo hanno mutato le proprie necessità ma che sempre sono alla ricerca di accoglienza e contatto con la genuinità della natura, che sembra ogni giorno sfuggirci di mano. In macchina o attraverso i numerosissimi percorsi di trekking che dalla Consuma si snodano all’interno delle monumentali foreste casentinesi per toccare il monastero di Camaldoli e infine il Santuario della Verna, la Pieve di Romena è il primo centro di accoglienza del pellegrino che qui può nutrirsi oltre che di spiritualità ed arte, anche di ottima cucina toscana.

La Pieve di Romena si trova a pochissimi km dai paesi di Pratovecchio e Stia e dal Castello omonimo di cui oggi restano i ruderi ma che fu dimora di personaggi illustri come Dante o il più contemporaneo Gabriele D’Annunzio. Mentre Dante vi soggiornò negli anni del proprio esilio nella prima metà del ‘300, citando il Casentino anche nella Divina Commedia, D’Annunzio fu ospitato nei primi anni del ‘900 dai Conti Goretti (ancora oggi proprietari del maniero) e proprio a Romena sembra abbia scritto gran parte della raccolta di poesie dell’Alcyone. Oggi la Pieve di Romena è notoriamente conosciuta come luogo dell’accoglienza, grazie anche alla fondazione della comunità di Romena fortemente voluta da Don Luigi Verdi che attualmente è il punto di riferimento di tutte le attività, in collaborazione con numerosi volontari.

L’accoglienza, non ha un significato univoco, ma ne esistono tanti quanti ne sentiamo la necessità, perché a volte basta un buon scambio di idee con persone pronte ad ascoltare e il coraggio di “lasciare tutto” (anche simbolicamente), per fare un punto zero della propria esistenza. Come tiene a precisare Don Luigi Verdi quando parla alla collettività, il primo passo è venire alla Pieve di Romena, un “passo” se vogliamo banale ma che è estremamente difficile da intraprendere quando la vita ci rende confusi. Per chi vuole semplicemente conoscere la realtà di Romena è possibile visitare questo luogo e le sue pertinenze, grazie all’aiuto dei volontari, e partecipare a corsi e convegni che ogni anno sono presenti in un nutrito programma di incontri.

Come già accennato è possibile anche sostare per più giorni, usufruendo delle strutture ricettive messe a disposizione dal centro di fraternità. A Romena il significato dell’accoglienza ha vari volti, tanti quanti il “pellegrino” ne senta la necessità nella comune ricerca di un luogo immerso nella natura che possa aiutare la profonda conoscenza di se stessi e delle proprie possibilità. Chi sente la necessità di trascorre un tempo prolungato all’Eremo, può contribuire a preservarne la bellezza, lavorando insieme agli altri per il mantenimento degli spazi o la cura dei giardini e delle piante circostanti.

Romena, Quorle, Coltriciano e il Ristoro Il complesso dell’accoglienza si compone di quattro luoghi principali: Romena, Coltriciano, Quorle e il Ristoro.

Romena accoglie singoli o coppie che desiderano vivere insieme qualche giornata nello stile di vita del mondo contadino, alternando lavoro e condivisione e la grande ricchezza di poter stare a contatto con la Natura.

Quorle nasce come estensione dell’Eremo di Romena ed è stato inaugurato nel 2008 da Don Luigi Verdi e Wolfgang Fasser. Qui la vita è estremamente semplice, senza radio, televisione e con poca linea telefonica. L’obiettivo è ritrovare i ritmi della Natura, iniziando le giornate con le “passeggiate dello stupore e dell’ascolto”, e ricordando che siamo prima di tutto essere umani con debolezze e fragilità ma con la speranza sempre di poter cambiare il corso della nostra vita.

Coltriciano è l’ultimo Eremo nato a Romena inaugurato circa due anni fa. È costituito da una tipica casa colonica immersa nel verde, dove è possibile sostare più giorni ed alternare momenti di condivisione e raccoglimento. Qui viene condivisa anche la gestione degli spazi comuni e delle speranze che ogni individuo nutre per la propria esistenza. La giornata a Coltriciano inizia in un modo molto particolare, attraverso un breve cammino chiamato “la via dell’alba”, un’esperienza meditativa che introduce alla giornata che si sta per compiere.

Il Ristoro è un punto bar – Ristorante dove poter fare sosta degustando i tipici piatti casentinesi, un luogo ideale dove fermarsi per le visite di una solo giornata.

Incontri ed eventi 2023 Ogni anno la Fraternità di Romena propone un nutrito programma di eventi che possono riguardare, convegni, giornate esperienziali, momenti di condivisione dedicati ai bambini e appuntamenti dedicati al racconto della quotidianità della comunità di Romena dove stare insieme significa anche vivere concretamente le necessità pratiche dell’Eremo.

Per quanto riguarda il calendario estivo il 30 luglio ad esempio nell’auditorium ci sarà l’incontro con il Cardinale Matteo Zuppi, presidente CEI una figura di rilievo in ambito religioso. Sempre dal 30 luglio al 4 agosto a Coltriciano per i ragazzi dai 15 ai 25 si svolgerà il Campo estivo Musicale, un’esperienza artistica ma anche spirituale. Non mancano esperienze di condivisione interculturale come quella dall’11 al 16 agosto a Quorle in cui Vania Coveri esperta e narratrice del mondo del Tè, racconterà anche di pratiche Qi Gong, storie e tradizioni.

Come già detto Romena è anche luogo ideale per trekking e pellegrinaggi come quello che si svolgerà dal 30 agosto al 3 settembre dall’Eremo di Cerbaiolo a Romena, passando per la Verna e Camaldoli. E in prossimità della fine dell’estate non poteva mancare il corso a tema di W. Fasser “Buoni motivi per essere ottimisti”, che si terrà nei giorni 2-3 settembre, un momento aperto a tutti per riflettere sull’importanza di tenere uno stile di pensiero ottimista che parta prima di tutto dalla nostra consapevolezza!

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