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giovedì, 3 Aprile 2025

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Scuola: il parere delle ragazze e dei ragazzi

di Sefora Giovannetti – Questa volta le domande le abbiamo rivolte a chi dovrebbe essere al centro delle scelte e delle iniziative che vengono proposte nelle scuole. In realtà, spesso, studenti e studentesse non sono proprio considerati i protagonisti, ma sentiamo il loro punto di vista.

Preferisci andare a scuola o studiare? «Francamente tra le due opzioni preferisco andare a scuola perché mi piace incontrare i miei compagni e fare domande ai professori. A scuola nei momenti morti o tra una materia e l’altra posso parlare, mentre quando sono sola mi annoio di più e non ho nessuno accanto che possa ricordarmi di stare attenta o dirmi se ho sbagliato qualcosa».

Se tu fossi il Ministro dell’istruzione che cosa cambieresti della scuola? «Per prima cosa cambierei l’esame di terza media e quello di quinta superiore, perché viene data troppa importanza a questi momenti e forse meno agli altri anni scolastici. Dopodiché distribuirei in maniera diversa le vacanze durante l’anno. Sarebbe meglio fare tre settimane di scuola e una settimana di vacanza alla fine di ogni mese perché durante i tre mesi estivi perdiamo un po’ il ritmo allo studio e iniziare di nuovo è difficile. Inoltre cambierei la materia di educazione civica perché non viene mai bene approfondita e quindi non riusciamo a coglierne l’importanza. Vengono proposte sempre le medesime tematiche relative ai social e alle droghe, cose ormai viste e riviste. Invece ci dovrebbero proporre argomenti nuovi, come ad esempio lo studio della Costituzione in modo più approfondito. Vorrei una scuola meno burocratica, con meno firme e meno documenti. Anche se vogliamo fare delle uscite per poco tempo e vicino alla scuola, dobbiamo chiedere mille permessi. In ultimo mi piacerebbe togliere i progetti inutili, ce ne sono tanti, forse troppi e spesso sono lontani ai nostri interessi».

Perché ti piace andare a scuola? «In primo luogo per incontrare vecchi amici e per farmene di nuovi. Mi piace partecipare alle assemblee di Istituto perché mi trovo insieme ai miei coetanei in un momento autogestito, dove possiamo affrontare temi vicini a noi. Le lezioni non sempre mi interessano, preferisco quelle relative alle mie materie preferite dove i professori, invece di proporci una lezione impostata sulle nozioni, ci offrono dei punti di riflessione, rendendoci più attivi».

Cosa ne pensi della votazione numerica, è efficace o cambieresti il metodo di valutazione? «Personalmente cambierei il metodo di valutazione, preferisco quello americano dove l’insufficienza è contraddistinta dalla F, mentre da noi l’insufficienza è il 5, ma anche il 4, il 3 ecc… tutte queste insufficienze demoralizzano maggiormente lo studente. Il voto numerico, da una parte è molto pratico, ma dall’altra è molto asettico, preferirei l’aggiunta di commenti al mio lavoro».

Quale è la materia nuova che aggiungeresti alle esistenti? «Aggiungerei una materia che sia più vicina alla vita pratica, che ci spieghi il funzionamento di alcune cose come il pagamento di una bolletta ecc… oltre a questo mi piacerebbe una materia che ci parli dell’intelligenza emotiva. Non vorrei semplicemente uno psicologo, piuttosto una persona che sappia connettersi con le nostre emozioni e i nostri interessi».

Quale materia già esistente invece butteresti giù dalla torre? «Forse la seconda lingua, per me è sufficiente studiarne una. Dovrebbero lasciarne due o tre solo a coloro che lo richiedono. Oltre a questo vorrei togliere dalla scuola l’ora di religione, perché penso che debba collocarsi in altri ambiti, non quelli scolastici, dove spesso viene sottovalutata e presa poco sul serio».

Quali caratteristiche deve avere, secondo te, un buon insegnante? «La caratteristica più importante per un professore è quella di saper fare appassionare. In molti non riescono a fare ciò. Troppi professori ci offrono solo nozioni, mentre noi avremmo bisogno di spunti di riflessione, di dialoghi più approfonditi, di uscire dai soliti libri di testo per fare anche nuove ricerche».

SCUOLA SOCIETA’ sognando futuri possibili è una rubrica a cura di Sefora Giovannetti e Mauro Meschini

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