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giovedì, 10 Aprile 2025

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«Senza fare un tasso!»

di Matteo Bocca – L’Italia del turismo vola. A pezzi, ma vola. Così sembrano certificare tutti i dati che emergono dagli organi preposti al monitoraggio sull’affluenza turistica del nostro paese nel 2022, con punte di incremento che sfiorano in taluni casi il 70%: no, non è il nostro. Su base nazionale i dati attestano un aumento medio del 5,9% nella ristorazione, e del 10,3% nel settore dell’ospitalità. Rispetto al 2019, anno pre pandemico nel quale si erano registrati dati turistici da record, l’Italia nello scorso anno sembra avere non solo recuperato le perdite dovute al Covid, ma ha aumentato di un ulteriore 3,9 % medio le presenze dei turisti nelle località del Bel Paese, o almeno in quelle capaci di attrarli.

Anche i dati del turismo casentinese sembrano confortanti, anzi, confortevoli, ma sulla desinenza degli aggettivi ci arriveremo dopo. Comunque sia, il portale della Regione Toscana certifica che il turismo in Casentino nel 2022 è aumentato del 7,24%. Eureka, ma state calmi. Prima che qualcuno sia tentato di spellarsi le mani per applaudire meriti inesistenti, è meglio fare un po’ di chiarezza sui numeri: lo scorso anno il Casentino aveva recuperato a stento le perdite causate dal Covid, rimanendo a meno 13,87% rispetto al 2019, anno di affluenze record in tutta Italia. Se lo scorso anno il turismo è aumentato del 7,24%, sarà sufficiente una semplice sottrazione matematica per dimostrare che al Casentino manca ancora un bel 6,63% per recuperare i numeri del 2019, e un bel 10,53% se si considera l’aumento medio nazionale dello scorso anno. E con i numeri, è tutto.

Ora passiamo alla rassegna della rubrica “Gli altri numeri”: quelli da circo. Lo scorso tre giugno, in occasione della giornata mondiale della bicicletta celebrata con manifestazioni in tutto il Paese tranne che in Casentino, sono stati assegnati gli oscar del cicloturismo italiano. Chi ha vinto? La Toscana. Eureka, ma solo per gli altri. Infatti, a vincere dimostrando che persino in questa regione si possono ottenere buoni risultati, non è stata la nostra agognata Ciclopista dell’Arno, peraltro nemmeno menzionata e scomparsa dalle cronache delle inaugurazioni, ma la Ciclopedonale Puccini, che si estende da Lucca a Torre del Lago, e che oltre ad avere tutti i servizi che mancano alla nostra come stazioni di ricarica e ristoro, tour guidati, punti assistenza, intermodalità e altro, è pure una ciclovia musicale. Avete capito bene. Lungo il tragitto, una segnaletica dedicata con QR CODE consente di ascoltare le musiche del maestro Puccini mentre si pedala attraverso le sue amate terre. Roba da svedesi, se non fosse a qualche ora di macchina. A proposito, per quando è fissata la prossima data di fine lavori della nostra?

Ma veniamo ora agli aggiornamenti dal PNRR: saranno brevi. Dopo la rivelazione delle due italiche perle che riguardano il finanziamento da quattro milioni di euro per fare sei buche in più al campo da golf di Cavriglia, e il milione e mezzo di euro per rifare il campo di bocce a Tavernelle, c’è da sperare che dei finanziamenti del PNRR in Casentino non ne arrivi nemmeno un centesimo. Seguendo la logica aretina di sfruttamento di questa importante risorsa strategica per il rilancio dell’Italia, la naturale conseguenza è che da queste parti i soldi andrebbero tutti in sagre per raccattare voti. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti, nel caso ce ne fossero.

Passiamo alle novità dal territorio: seguendo la consolidata usanza locale di approfittare di qualunque finanziamento pubblico o privato (ma solo di amici o parenti) pur di piantare bandierine elettorali in tutta la valle, in Casentino stanno nascendo aree camper con un potenziale di ospitalità da far concorrenza al teutonico Trentino, solo che in Trentino hanno anche i turisti. Aree che si aggiungono alle altre già presenti nel territorio e scarsamente frequentate, come dire: intanto aggiungiamo una valanga di posti camper, poi speriamo che arrivino. Una strategia pianificata a tavolino (della trattoria) e fortemente caratterizzata dal campanilismo autolesionista che vede l’Unione sparsa dei Comuni andare in una direzione, e i due maggiori centri urbani della valle in un’altra. Per fare un paragone calcistico, è come se tutta la squadra adottasse il modulo di gioco tranne le due punte, che giocano un modulo diverso, e nemmeno insieme, ma ognuna per i fatti suoi, e con il plauso ridente di allenatore, dirigenti e proprietà della società sportiva. Nel calcio vero, persino i tifosi più mansueti prenderebbero a pedate pure il massaggiatore. Sorge spontaneo parafrasare il drammaturgo George Bernard Shaw nel pensiero che per amministrare il turismo in Casentino non è indispensabile essere incompetenti, ma aiuta molto.

E adesso parliamo di “Meteo Casentino news”: rubrica di un ritardo annunciato. Stando alle previsioni più ottimistiche per il futuro del pianeta, il clima dell’Italia sarà sempre più caratterizzato da eventi estremi, alternando durante l’estate violenti temporali a lunghe ondate di forte calore. Tradotto nel linguaggio turistico, queste previsioni si riducono a un solo verbo imperativo: destagionalizzare. In Casentino, significa che la strategia turistica, se mai se ne vedrà una seria, dovrà tenere conto del fatto che in luglio e agosto (gli unici mesi nei quali attualmente si vedono turisti in giro per la valle) le uniche attività consentite dalle temperature e dall’aumento degli insetti saranno stare in piscina o praticare sport in foresta sopra i mille metri. Sarebbe lungimirante prevedere un progetto di sviluppo turistico che tenga conto di questi cambiamenti già in atto, ma considerando l’ondivaga capacità decisionale e la lentezza con la quale la politica ha dimostrato di sapersi adeguare alle esigenze del mercato turistico moderno, non è difficile immaginare che quando le amministrazioni avranno maturato un progetto decente di rilancio turistico estivo, l’estate sarà già divenuta la stagione peggiore nella quale fare vacanza. Secondo voi, come andrà a finire? Via al sondaggio!

Torniamo però alle confortanti, anzi, confortevoli statistiche del turismo nel bel Casentino, perché se è vero che il diavolo si insinua tra le pieghe (le piaghe, nel nostro caso), dai dati del portale regionale emerge una realtà che suggerisce un piano strategico a dir poco avveniristico. Seguiteci, perché l’idea potrebbe produrre risultati straordinari nel breve periodo, e senza fare un tasso, per dirla con Elio. Confrontando i dati relativi alla nazionalità dei turisti, ai giorni di permanenza e al tipo di fruizione dei servizi (ristorazione, ospitalità e terziari) di cui usufruiscono quando vengono in Casentino, dal sito della regione si evince che i turisti, soprattutto stranieri, pernottano in Casentino ma non frequentano il Casentino. Significa sostanzialmente che la maggior parte di loro sceglie di dormire in Casentino per l’overbooking e gli alti costi delle zone vicine (Arezzo, Siena e Firenze), ma vive la vacanza altrove per rientrare in Casentino la sera, dopo aver ammirato le bellezze limitrofe.

Ecco quindi l’idea, trasformare la valle in un immenso dormitorio diffuso e lanciare il prodotto in tutto il mondo con lo slogan “La valle dei dolci sonni”, sottotitolo: “Aria sana, costa poco, si mangia bene e c’è tanto, tanto silenzio”. Pensateci cari amministratori, è un’idea unica nel suo genere, certamente la prima nella storia dell’ospitalità dai tempi di Omero, e senza fare un tassooooo!

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