COMUNICATO – “L’intervento che abbiamo costruito in partnership con la Misericordia di Stia si affianca a quello già previsto per Bibbiena e rientra nel programma degli investimenti della cooperativa finalizzato ad estendere e migliorare l’offerta dei servizi socio sanitari agli anziani casentinesi. Con questo ulteriore intervento – annuncia Paolo Peruzzi, Presidente Koinè – si va a recuperare una struttura storica importante per Stia Pratovecchio e per tutto il Casentino che era stata chiusa per gravi carenze strutturali. In questa fase, insieme ad una grande impresa di costruzioni e a Misericordia, stiamo lavorando al progetto esecutivo della nuova Rsa che, realisticamente, comporterà un investimento attorno ai 4 milioni di euro, generando 40 posti letto e circa altrettanti nuovi posti di lavoro, rioccupando quindi gli operatori sociali che avevano perso l’occupazione. Il nostro obiettivo è quello che abbiamo in ogni realtà territoriale nella quale siamo presenti: garantire la qualità di un servizio estremamente delicato e a forte impatto sociale come quello dedicato agli anziani non autosufficienti e, allo stesso tempo, creare lavoro qualificato e non precario”.
La previsione è che entro un anno da quando la Misericordia consegnerà a Koinè la disponibilità dell’intero immobile, la nuova Rsa di Stia possa aprire le porte agli anziani.
La valutazione del Governatore della Misericordia, Filippo Berti: “è veramente grande la soddisfazione per aver posto le basi per la riapertura della nostra “Casa di Riposo”. Gli sforzi compiuti per arrivare fino a qui non sono stati di poco conto e non sempre abbiamo avuto la certezza che questi sarebbero andati a buon fine. Oggi, grazie ad un partner assolutamente affidabile come la Cooperativa Koinè, possiamo affermare con tutta certezza che la nostra Casa di Riposo risorgerà con piena soddisfazione della popolazione, degli ospiti che vi troveranno accoglienza nonché delle persone che vi troveranno lavoro. Mi si consenta infine di spendere due parole sulla nostra Confraternita. Negli anni 2000 riacquistammo l’immobile dalla AUSL – seppure non per intero (600 metri quadrati sono tuttora di sua proprietà) – per la bella cifra di 1.300.000 euro della quale non disponevamo e così ci vedemmo costretti ad accendere un mutuo ipotecario ventennale. Quando emersero le carenze strutturali del fabbricato risultò subito chiaro che, oltre ai forti disagi che avrebbero dovuto sopportare gli ospiti ed i dipendenti, la Misericordia avrebbe subìto un rilevantissimo danno economico poiché il valore della struttura sarebbe crollato a causa della sua inagibilità; ora possiamo dire con convinzione e compiacimento di aver scongiurato il pericolo di un grave depauperamento patrimoniale della nostra Confraternita”.
(Fonte: comunicato Koinè)