di Francesca Corsetti – Il 17 ottobre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, la Caritas Italiana ha pubblicato il rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia: “L’Anello Debole”. Il rapporto conferma la povertà ai massimi storici, già raggiunta nel 2020 dall’inizio della pandemia, con oltre cinque milioni di persone in condizioni di povertà assoluta. La prima sezione del rapporto fornisce i dati raccolti dalla rete Caritas nell’anno 2021, che riportano un aumento della quota di assistiti in carico da 1-2 anni al 22,2%, a dimostrazione della mancata ripresa post-pandemica. I beneficiari dei servizi Caritas hanno un’età media di 45,8 anni, più della metà sono di sesso maschile (57,0%) e in prevalenza coniugati (45,2%). Preoccupano i dati sulla presenza di figli: il 64,9% degli assistiti dichiara infatti di avere figli, e una persona su sette di avere figli minorenni. Sono dati allarmanti per le conseguenze sulla vita dei minori e sulle loro possibilità di sviluppo ed educazione. Molta importanza viene data anche al tema della casa, per cui i dati riportano che il 64,0% delle famiglie assistite vive in affitto, mentre è in aumento il numero degli assistiti senzatetto, che corrispondono al 16,2%.
Considerando le attuali condizioni di fragilità e precarietà del mondo del lavoro, la rete Caritas ha rilevato che nel 2021 la quota degli assistiti disoccupati è salita dal 41,0% al 47,1%, ed è scesa invece l’incidenza degli occupati dal 25,0% al 23,6%, per citare le percentuali prevalenti in termini di condizione professionale. Circa un quarto di queste persone dichiara di essere supportato da altri servizi pubblici, come ad esempio i servizi sociali dei Comuni e le Asl. Nel corso del 2021 si è registrato anche un aumento di percettori del Reddito di Cittadinanza tra gli assistiti, che tocca quota 33,4% per coloro che possiedono la cittadinanza italiana e 11,4% per i cittadini stranieri (da tener conto che tra i requisiti vengono richiesti dieci anni di residenza).
In generale le vulnerabilità registrate nel corso del 2021 confermano quelle censite in passato ed emerge prevalentemente una condizione di fragilità economica e di difficoltà materiali (80,1%), come casi di reddito insufficiente o totale assenza di entrate. Il secondo problema più diffuso è quello in merito all’occupazione (48,1%, anche perché non tutti gli assistiti sono “occupabili”, come ad esempio i pensionati), dove pesano maggiormente i casi di disoccupazione, seguiti da condizioni di precariato, lavoro in nero e perdita del lavoro. Ci sono poi le vulnerabilità abitative, che coinvolgono un quinto degli assistiti, seguite da altre forme di vulnerabilità non materiali, come problemi familiari, di salute o legate all’immigrazione. In linea con questi risultati, gli interventi intrapresi dalla Caritas a livello nazionale riguardano per la maggior parte la distribuzione di beni materiali o servizi (ad esempio cibo e accesso alle mense, i servizi docce o la distribuzione di kit igienici), seguita dall’erogazione di sussidi economici per supportare il peso delle bollette e degli affitti, fino all’assistenza e all’orientamento rispetto alle pratiche burocratiche per la fruizione dei bonus e sostegno nell’ambito della sanità, mediante il supporto per visite mediche o consegna di medicinali.
Pur facendo riferimento prevalentemente ai dati raccolti nel 2021, il rapporto contiene una sezione sul caro-bollette e la povertà energetica, grazie ai dati raccolti negli ultimi mesi dal Centro di Ascolto diocesano di Potenza. Il primo semestre del 2022 vede una crescita costante di richieste di sostegno economico, fino a maggio, momento di calo fisiologico dei consumi dovuto alla stagione estiva. Tuttavia, è interessante osservare in questi dati come nel 41,0% dei casi le difficoltà hanno coinvolto anche persone che non si erano mai rivolte alla Caritas. Dal caso di Potenza emerge come la crisi del caro-bollette abbia modificato le priorità degli assistiti; di conseguenza, mentre nel 2021 le richieste di aiuto per il pagamento delle utenze rappresentavano il 48,6% delle richieste di sostegno economico, nel 2022 il dato è salito al 63,0%, a discapito di altre spese quali spese mediche o scolastiche. I dati in questione evidenziano come, a differenza dell’emergenza sanitaria, la criticità attuale non coinvolge più specifici soggetti di marcata debolezza sociale.
Ma cosa è cambiato in Casentino? Essendo ormai vicini alla chiusura di questo anno difficile, e quindi anche al periodo natalizio, un momento che da sempre guarda al prossimo, ci siamo chiesti quale sia la situazione attuale nella nostra vallata e ci siamo rivolti a Silvia Bigoni, responsabile della Caritas di Bibbiena. Cominciamo con qualche informazione generale per conoscere meglio la vostra realtà.
Quando nasce e quali sono le attività della Caritas di Bibbiena? «Caritas Bibbiena nasce circa trent’anni fa, e nel corso di questi decenni le attività svolte sono cambiate, come sono cambiati i bisogni di coloro che ci chiedono aiuto. All’origine ci occupavamo principalmente di distribuire indumenti, mentre ad oggi siamo impegnati in molteplici servizi di aiuto, come raccolta e distribuzione di alimenti giornaliera, il doposcuola rivolto ai bambini e ragazzi fino alle scuole superiori, la distribuzione di mobilio e arredi per la casa, di materiale scolastico, di farmaci da banco. Abbiamo anche un atelier per gli indumenti e un mercatino di beneficienza. Al vertice di tutto rimane sempre il Centro di Ascolto che rappresenta il punto di partenza per accedere ai nostri aiuti. All’interno della Caritas – che non è un’associazione, ma un ente della Chiesa Cattolica – ognuno dei circa cinquanta volontari svolge un’attività compatibile con il proprio tempo e soprattutto in condivisione con gli altri, senza ruoli, ma con vero spirito di Amore verso il prossimo. Una piccola testimonianza a dimostrazione di questo: svariati anni fa una signora si rivolge a noi perché passava un brutto momento con problematiche lavorative. L’abbiamo aiutata con un sostegno economico e nella ricerca di un lavoro. Oggi è lei, che nel frattempo ha ottenuto una stabilità economica, a fare la volontaria e a offrire il suo tempo per aiutare altri».
Se da un lato stiamo vedendo la fine della pandemia, dall’altro è anche vero che il caro-bollette e l’inflazione, con tutte le loro conseguenze, hanno reso anche il 2022 un anno estremamente difficile. Quali sono i dati riscontrati in Casentino? «Diamo sostegno alle famiglie del territorio casentinese, pertanto, tutte le problematiche giungono a noi come a chi si occupa di sociale. Da settembre abbiamo ogni giorno telefonate di persone che chiedono un colloquio, soprattutto da parte di famiglie monoreddito o pensionati con entrate minime. L’aumento dei prezzi si è fatto sentire immediatamente. Le famiglie non hanno riserve a cui attingere, di conseguenza anche un aumento di cinquanta euro per la spesa destabilizza il bilancio familiare. Le richieste che ci vengono rivolte maggiormente sono di sostegno economico per l’acquisto di pellet o legna, per il pagamento dell’affitto arretrato, ma anche per i medicinali. Da parte nostra c’è molta “paura” di non riuscire ad aiutare tutti, ma abbiamo anche la speranza che non ci abbandona mai, e sicuramente anche in questo Natale 2022 ci saranno molte persone che vorranno aiutarci a far giungere nelle famiglie fragili un bel regalo di Natale!». Ricordiamo che la sede Caritas in via Berni a Bibbiena apre le porte alle famiglie ogni giovedì pomeriggio alle ore 16.00, previo appuntamento telefonico con la segreteria al numero: +39 334 382 2304.