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giovedì, 3 Aprile 2025

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Una “strategia” per il Parco

di Fiorenzo Rossetti – Questo Parco nazionale avrà la capacità di far fronte alle minacce che comportano la perdita di biodiversità? Sarà in grado di contribuire a migliorare lo stato di salute dell’ambiente naturale?

Recenti rapporti sullo stato di salute delle specie viventi, uno di Legambiente e l’altro del WWF, ci restituiscono una fotografia sulla situazione attuale legata alla biodiversità, proponendo anche soluzioni per arrestarne la perdita. La ricchezza di specie e di diversità delle differenti forme di vita, che è anche insindacabilmente importante per la vita dell’uomo, è principalmente minacciata da cinque fattori: distruzione e frammentazione degli habitat naturali, inquinamento, cambiamento climatico globale, sovra sfruttamento di popolazioni e specie ed introduzione di specie aliene. Queste due autorevoli Associazioni sono poi concordi nell’individuare la “Strategia nazionale per la biodiversità al 2030”, redatta dal Ministero dell’Ambiente, come uno dei principali strumenti a disposizione per invertire la rotta.

La Strategia Nazionale Biodiversità 2030, adottata con Decreto Ministeriale n. 252 dell’agosto scorso, è contigua al primo documento emanato per il decennio passato e recepisce gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 e il Piano per la Transizione Ecologica. L’obiettivo è incentrato sull’orchestrare azioni per intervenire tempestivamente e invertire l’attuale tendenza alla perdita di biodiversità e al collasso degli ecosistemi. La Strategia Nazionale prevede l’identificazione di due obiettivi strategici declinati in otto Ambiti di intervento (Aree Protette; Specie, Habitat ed Ecosistemi; Cibo e Sistemi Agricoli, Zootecnia; Foreste; Verde Urbano; Acque Interne; Mare; Suolo) cui si aggiungono i “Vettori”, ambiti trasversali di azione che possono facilitare, rafforzare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi.

I due obiettivi sono: 1. Costruire una rete coerente di Aree Protette terrestri e marine con il raggiungimento dei target del 30% di aree protette da istituire a terra e a mare, e del 10% di aree rigorosamente protette; 2. Ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini, con il raggiungimento del target del 30% di ripristino dello stato di conservazione di habitat e specie, in particolare attraverso l’attività condotta a scala regionale inerente agli obiettivi e le misure di conservazione dei siti della Rete Natura 2000.

Sono 18 le azioni complessive che ne scaturiscono; numerose quelle che chiamano in causa direttamente le Aree protette. Oltre ad avere l’obiettivo di procedere ad aumentarne di superficie (e numero) fino al 30 % (attualmente in Italia siamo al 10,5 %), il documento strategico parla di sistema integrato di Aree protette e Rete Natura 2000 (finalmente finisce l’era delle “repubbliche dei parchi”?), di “rigorosa” protezione, della creazione di connessione ecologico-funzionale delle aree protette ad ogni scala territoriale, di garanzia negli obiettivi e misure di conservazione e monitoraggio, di finanziamenti adeguati e di una serie di misure che vanno a coordinare sistemi, ambientali, naturali, produttivi, politici, economici e sociali direttamente connessi.

Il programma di attuazione della strategia nazionale sarà fondamentale per descrivere ruoli, dare pesi, misuri e tempistiche da onorare. Sembrerebbe, quindi, un passo importante per la natura d’Italia; un sigillo che sancisce la centralità di questi argomenti nella gestione di numerosi aspetti della vita e della attività di questa società.

Se le parole scritte non rimarranno solo sulla carta, avanti a noi e avanti ai nostri Parchi nazionali, investiti da un ruolo centrale, si spalanca un cammino importante, stimolante, ma al tempo stesso oneroso e che richiede esperienza, rinnovate doti tecniche e una politica competente, coraggiosa ed empatica.

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, al pari dell’intero sistema delle Aree protette, alla luce del “nuovo che avanza” dovrà decisamente cambiare passo, sia nella gestione conservativa attiva e passiva, e nelle forme di divulgazione, dovrà imparare a lavorare in rete con altri partner e a trovare una governance idonea alle sfide che ci attendono.

L’ALTRO PARCO Sguardi oltre il crinale è una rubrica a cura di Fiorenzo Rossetti

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